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Piove nei loculi: «Cimitero indegno per il funerale di mia mamma» - Foto

Francesco Turchi
Il loculo dove era stata tumulata la mamma di Rina e il pavimento allagato
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Il loculo dove era stata tumulata la mamma di Rina e il pavimento allagato

Bara trasferita a causa delle infiltrazioni nell’ala “nuova”.  Il Comune di Empoli blocca le concessioni: «Lavori in tempi brevi»

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EMPOLI. «Durante il funerale di mia madre pioveva a dirotto. Avevamo i piedi nelle pozzanghere, pur essendo in una zona coperta del cimitero. E tutti guardavano con preoccupazione il soffitto per paura che crollasse». Uno sfregio al cuore in un giorno di immenso di dolore per Rina Caserta. Perché nessuno – a quanto pare – in quasi nove anni, si era reso conto dei problemi di impermeabilizzazione della struttura, con conseguenti infiltrazioni, anche all’interno dei loculi. Il Comune di Empoli, dal canto suo, assicura che «i lavori saranno fatti in tempi brevi» e che «la concessione dei loculi in quell’area è sospesa fino al termine degli interventi». Ma tutto questo non è sufficiente a cancellare quanto è accaduto il 3 dicembre scorso nel cimitero di Santa Maria a Empoli. Dove, nel 2010, fu collaudata la nuova ala su tre piani. Da allora sono stati utilizzati i loculi al piano terra e al primo, fino ad esaurimento. Per la sepoltura della mamma di Rina, è stato dato in concessione il primo loculo del secondo piano. . E sono emersi i problemi dovuti alle infiltrazioni: «Il giorno dopo – racconta Rina – l’abbiamo fatto presente al Comune, sottolineando che quella parte del cimitero andava transennata. Ma hanno fatto orecchie da mercanti: ancora oggi, a distanza di oltre un mese, l’area non è stata transennata».

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Nel frattempo l’ente ha cercato comunque di dare una risposta, che però si è rivelata frettolosa e ha finito per far arrabbiare ulteriormente la famiglia: «Ci hanno detto che potevamo andare a scegliere un altro loculo, ma non sapevamo che il trasferimento sarebbe avvenuto subito. E invece quando il giorno dopo siamo arrivati al cimitero c’erano già i muratori pronti: la salma di un defunto non è un oggetto. Prima di trasferirla volevamo benedire il nuovo loculo ma gli operai avevano fretta e abbiamo dovuto telefonare a tre sacerdoti prima di trovarne uno disponibile ad arrivare nel giro di un quarto d’ora. Poi – racconta Rina – abbiamo rivissuto lo strazio della separazione del funerale. La bara era tutta bagnata perché evidentemente pioveva anche all’interno loculo. Abbiamo dovuto asciugarla».

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A distanza di un mese e mezzo, la donna ha voluto raccontare tutto, spinta anche dalle condizioni di degrado del cimitero: «C’è sporco ovunque: nei corridoi e sulle scale, dove peraltro molte persone sono anche scivolate. C’era un rubinetto al secondo piano, che per qualche motivo è stato tolto: ora occorre fare un lungo giro e poi andare al piano di sotto dove il rubinetto è rotto e l’acqua schizza dappertutto. Ma un anziano come fa? Eppure i loculi se li fanno pagare profumatamente – circa 3. 500 euro – dovrebbero almeno tenere i cimiteri in condizioni dignitose».

Il Comune, intanto, dopo la protesta di Rina, fa sapere che «sono state effettuate le verifiche, che hanno confermato le infiltrazioni in quella zona del secondo piano, dove finora non c’erano state sepolture». La concessione dei loculi nell’ala “nuova” è stata bloccata dal 4 dicembre 2018: «A breve sarà definito il tipo di intervento di impermeabilizzazione necessario e l’area interessata – sottolineano gli uffici di via Del Papa – con l’obiettivo di far partire i lavori il prima possibile. Le risorse ci sono. La fontanella, invece, è stata tolta perché non funzionava». 

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