Gioco
Autovelox, il sindaco: «Fate i ricorsi contro le multe». Ma se il prefetto li boccia si paga il doppio
Spinelli lancia la mobilitazione anti-autovelox di San Pierino e mette a disposizione l’Urp per informazioni e moduli, in caso di rigetto però c’è la stangata
FUCECCHIO. Il sindaco chiama a raccolta il popolo (inferocito) dei multati: «Presentate ricorso al prefetto». E mette a disposizione un dipendente del Comune come “tutor”. Non solo: la documentazione, comprensiva di modulo da compilare, è pubblicata anche sul sito internet istituzionale. Alessio Spinelli prova a disinnescare la bomba-autovelox, esplosa a suon di multe (5.260 in 24 giorni, 4.632 delle quali per il superamento fino a 10 km/h del limite di velocità). E lo fa con una serie di azioni su più fronti, consapevole di non avere poteri per intervenire direttamente: la postazione è autorizzata dalla prefettura su una strada di competenza della Città Metropolitana, che ha anche fissato il limite nel tratto in questione della sr 436-via Sanminiatese a 50 km/h.
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Il sindaco (che ha mostrato anche la sua personale collezione di multe) ha chiesto un parere alla polizia stradale, nelle prossime ore incontrerà nuovamente la prefetta Laura Lega, che nel frattempo ha incaricato una commissione di effettuare una verifica (strumenti, congruità dei limiti, pericolosità delle strade) su tutte le postazioni installate nell’Empolese Valdelsa e nel resto della provincia di Firenze, a cominciare proprio da quello di San Pierino e da quelli di via Pietramarina nel Comune di Vinci, entrambi segati per vendetta a fine 2018, dopo che avevano sfornato almeno 2.500 multe in due mesi, scatenando anche in questo caso una sommossa simile a quella fucecchiese.
Spinelli ha ottenuto il “congelamento” delle migliaia di sanzioni relative al mese di dicembre, che sono già “confezionate” negli uffici della polizia municipale dell’Unione ma che per il momento non vengono spedite: restano in stand-by in attesa di sviluppi.
In questo quadro, il sindaco invita i cittadini a fare ricorso, che deve contenere anche i motivi per i quali si ritiene ingiusta o errata (il “consiglio” è di puntare sulle possibili lacune negli atti amministrativi, più difficile sperare per esempio nelle carenze della segnaletica), in modo da dare “peso” alla battaglia che sta portando avanti nelle sedi istituzionali. «Quel limite di velocità è stato fissato quando le condizioni della strada erano decisamente peggiori. Dopo i lavori (riasfaltatura, nuova segnaletica e piante abbattute), credo che non sia più congruo. Ma non posso stabilirlo io». Il primo obiettivo è farlo alzare (magari almeno a 60 all’ora, ma anche a 70) o in alternativa chiedere alla prefettura lo spegnimento dell’autovelox, che comunque non potrà essere sostituito dai dossi artificiali: «Come ha sottolineato il 118, creano problemi alle ambulanze».
Ma al tempo stesso, la funzione di deterrente anti-bolidi non può essere affidata a una macchinetta che sforna centinaia di multe al giorno ad automobilisti che viaggiano a poco più di 50 all’ora (al netto del margine di errore pari al 5% con minimo di 5 km/h di tolleranza): «Ognuno dei multati – sottolinea Spinelli – faccia una valutazione in base alla propria coscienza. Chi è stato sanzionato perché viaggiava a una velocità molto superiore al limite, paghi. Gli altri presentino ricorso (gratuito, ndr). Possono rivolgersi all’Urp (dove già ieri si sono presentate una decina di persone): un addetto fornirà tutte le info. Poi sarà la polizia municipale a inoltrare i documenti al prefetto», che decide entro 180 giorni. Ma attenzione: in caso di rigetto del ricorso, il prefetto emette un’ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una sanzione pari al doppio della cifra indicata sul verbale (al netto ovviamente delle spese). Contro l’ordinanza-ingiunzione può essere presentato ricorso al giudice di pace entro 30 giorni. In alternativa gli automobilisti possono anche presentare ricorso direttamente al giudice di pace, pagando un contributo di 43 euro.
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