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Malato di Sla, l’Asl non ha le sacche di cibo per lui protesta la famiglia

Nilo Di Modica
Malato di Sla, l’Asl non ha le sacche di cibo per lui protesta la famiglia

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PONTE A EGOLA. «L'Asl e la farmacia non può lasciarci soli così, senza darci alcuna alternativa. Non è giusto». Esprime tutta la sua rabbia Marzia Eleonori, moglie dell'ex imprenditore Gino Votta, personaggio molto noto a Ponte a Egola che da anni lotta contro la Sla. Malattia invalidante e terribile che da tempo costringe il 62enne a letto a mantenersi tramite l'alimentazione col sondino, attraverso sacche di alimentazione che nei giorni scorsi, esattamente come avvenuto lo scorso agosto, non erano disponibili alla farmacia dell'ospedale. «Fosse dipeso dall'Asl, io da venerdì scorso non avrei potuto nutrire mio marito – racconta Marzia, che alla fine ha risolto il problema grazie alla disponibilità di altri familiari di malati. – La scorsa settimana sono andata come sempre a ritirare le sacche per Gino alla farmacia del San Giuseppe a Empoli. Mi hanno risposto che non avevano queste sacche e che non sapevano cosa fare. Lo stesso anche il giorno successivo. Nel frattempo mio marito era a digiuno. Sono andata dal nostro dottore per chiedere un cambio di alimentazione. La fortuna ha voluto che un'infermiera avesse delle sacche avanzate dopo la morte del nonno». Situazione spiacevole dato che al momento non sono previste alternative. La prescrizione per Votta è di tre sacche al giorno per 1500 calorie, da somministrare attraverso una macchina, il deflussore. «Non si tratta di materiale che io posso reperire altrove – spiega Marzia. – O le prendo dalla farmacia ad Empoli o non le ho. E' normale che mi debba affidare al buon cuore di altri privati, privandoli del loro? Mi sembra incredibile. Chiamando l'Asl Toscana Centro anche nei giorni successivi mi hanno confermato che ancora non gli sono arrivate e che al massimo avrei potuto fare reclamo all'Urp». Fatto increscioso che, peraltro, si è verificato altre volte. A metà agosto, infatti, il primo caso. «Ci dovemmo arrangiare» raccontano dalla famiglia Votta. «Intanto senza la solidarietà di altri nelle mie condizioni mio marito sarebbe senza nutrimento da venerdì mattina, cosa avrei dovuto fare in questi quattro giorni?». Sul caso è intervenuto anche il Movimento Cinque stelle. «Lasciare senza adeguati presìdi sanitari un soggetto debole che si può nutrire solo tramite l’alimentazione endovenosa perché non può deglutire è inaccettabile. Presenteremo un’interrogazione urgente in Regione per capire cosa non sta funzionando». Così il consigliere regionale Andrea Quartini. —

Nilo Di Modica

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