Il Tirreno

Empoli

 

Scatta il “processo” della prefettura a tutti gli autovelox del circondario

Francesco Turchi
L’autovelox di San Pierino
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L’autovelox di San Pierino

Sicurezza e polemiche: la commissione valuta il rispetto delle norme e la congruità dei limiti a cominciare dalle due postazioni che hanno prodotto 4.000 multe in 60 giorni

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EMPOLI. Tutti gli autovelox finiscono sotto esame: non soltanto i due capaci di sfornare complessivamente oltre 4.000 multe in due mesi, le verifiche saranno effettuate anche tutti gli altri installati nell’Empolese Valdelsa e del resto della provincia. L’ha deciso la prefetta Laura Lega, che considera «la sicurezza stradale una priorità» e che ha già fatto partire il monitoraggio per capire se le postazioni sono compatibili con le normative in vigore.

Una mappatura a tappeto per verificare se i rilevatori di velocità sono posizionati in tratti effettivamente pericolosi, ma anche se i limiti sono congrui e se, nel complesso, svolgono una funzione di deterrenti anti-bolidi o se – come sostiene il popolo dei multati – «sono diventati vessatori: non eliminano i rischi e tartassano le famiglie, mirando soltanto a fare cassa».

E a proposito di questo aspetto, c’è da dire che in merito alle multe relative all’eccesso di velocità, il 50% degli introiti (la sanzione minima è di 28,70 euro più 16 euro di spese) va nelle casse dell’ente competente (in questi due casi la Città Metropolitana); l’altra metà va invece va all’Unione (che gestisce gli apparecchi), che a sua volta spartisce la sua fetta con il Comune che ospita la postazione.

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Tornando ai controlli, l’osservatorio della prefettura, dunque, si esprimerà anche sugli autovelox di Vinci (entrambi fuori uso perché segati per vendetta) e Fucecchio (che continua a macinare multe), come richiesto nei giorni scorsi anche dagli stessi sindaci Giuseppe Torchia e Alessio Spinelli, alle prese con un “esercito” di multati inferociti, che snocciolano numeri da record (di sanzioni ricevute) e mostrano (sui social) collezioni di verbali presi anche a 51-52 km/h (al netto del margine di errore pari al 5% con minimo di 5 km/h di tolleranza), scagliandosi contro l’ente più prossimo (il Comune) e litigando con coloro che provano a sottolineare «che basta andare più piano».

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A Vinci c’è chi spazzato via un altro limite, quello della ragione, e ha segato entrambi gli apparecchi di via Pietramarina: quello “innocente”, visto che non era ancora stato acceso, e quello di Villa Dianella, che però – nonostante sia stato messo ko due settimane fa – continua ad essere un incubo per gli automobilisti. Perché le multe continuano ad arrivare (complici i tempi di gestione e recapito delle contravvenzioni), come racconta Alba Rosa Geri, che ha scritto alla redazione del Tirreno: «Oggi (ieri, ndr) mi è stata notificata una contravvenzione per il superamento di 2 (dico due) km/h. Noi cittadini ci stiamo domandando se i Comuni con questi sistemi intendano far cassa e gli amministratori non capiscono che la misura è colma? » .

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In realtà il sindaco Torchia si era mosso con la Città Metropolitana per chiedere l’innalzamento del limite di velocità (attualmente è 50 km/h), così come il suo collega Spinelli per la strada regionale 436 a San Pierino (per la quale è in attesa anche del parere della polizia stradale). Per ora la Metrocittà, competente su entrambe le arterie, non ne vuole sapere: «I limiti sono congrui». Ma la prefettura potrebbe pensarla diversamente. Non resta che aspettare i verdetti della commissione.

 

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