Il Tirreno

Empoli

impiegato nel mirino a empoli 

Agguato con mazza da baseball e minacce per “convincerlo” a non cambiare ditta

Cristiano Pellegrini
Agguato con mazza da baseball e minacce per “convincerlo” a non cambiare ditta

Due arresti anche per l’incendio di 4 auto e un capannone di un’ex dipendente assunta da un’altra azienda di autospurghi

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Bastonate a colpi di mazza da baseball all’auto perché ritenuto “responsabile” di aver cambiato ditta e impiego e “reo” di trasferire segreti e clienti alla concorrenza.

Vittima dell’atto intimidatorio avvenuto a Empoli nell’ottobre 2017, corredato da telefonate minatorie anche in riferimento ai figli, un ex dipendente di un’azienda di smaltimento spurghi di Colle Val d’Elsa (Siena). La vicenda è stata ricostruita dai carabinieri di Poggibonsi, guidati dal capitano Sergio Turini, che hanno eseguito due misure, una di custodia cautelare in carcere e l’altra ai domiciliari, rispettivamente nei confronti di un cinquantunenne e di un trentottenne di Poggibonsi accusati di atti persecutori e incendio.

Il trentottenne è risultato essere un dipendente della ditta lasciata dalla vittima, mentre l’altro è un amico dell’uomo messo ai domiciliari.

I due, insieme ad un terzo che risulta indagato (il titolare della ditta) ma per cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siena ha respinto la richiesta di applicazione di misura cautelare, avevano messo in piedi un sistema di telefonate anonime, minacce e intimidazioni ai danni degli ex dipendenti, rei di trovare nuovi impieghi in aziende definite concorrenti.

Il movente, secondo gli inquirenti, sarebbe stato il timore di perdere clienti e intaccare così un giro d’affari, definito dagli investigatori «imponente, da diversi milioni di euro all’anno».

Nel caso di Empoli, l’ex dipendente mentre si trovava alla guida dell’auto era stato sorpreso da una pietra che aveva colpito il finestrino.

Sceso per verificare il danno, si è trovato di fronte un uomo armato di mazza da baseball che ha cominciato a colpire l’autovettura fino a quando il legno non si è rotto e l’uomo è scappato.

Dai successivi accertamenti dei carabinieri sulle celle telefoniche è emerso che l’uomo era proprio il 51enne arrestato.

Tra l’altro, dopo le bastonate all’auto, l’ex impiegato della ditta di spurghi ricevette una chiamata telefonica sul cellulare da una scheda che è risultata essere intestata allo stesso cinquantunenne.

Per assurdo il “tradimento” dell’ex dipendente era stato solo il frutto di un fraintendimento: agli arrestati e all’indagato, infatti, era bastato che l’uomo si fosse recato a salutare gli ex colleghi impiegati nella nuova impresa di spurghi (nata pochi mesi prima in seguito a dissidi familiari tra i titolari della originaria società) per giungere alla conclusione che anche lui stesse per essere assunto dalla concorrenza.

All’epoca dei fatti, però, le minacce e l’aggressione a colpi di mazza da baseball portarono ai frutti desiderati. L’ex dipendente, infatti, intimorito dall’accaduto, poche settimane dopo ha deciso di mettersi in proprio aprendo un ufficio finanziario.

L’episodio di Empoli non è il solo e lui non è stato l’unico “obiettivo” finito nel mirino dei due arrestati.

A far partire le indagini dei carabinieri di Poggibonsi era stato un incendio doloso divampato a Colle Val d’Elsa l’11 gennaio 2018 in un capannone di proprietà di una donna, anche lei ex dipendente che per dieci anni aveva lavorato nella ditta colligiana per poi allontanarsene nel luglio del 2017 per essere assunta ad ottobre dello stesso anno dalla ditta concorrente.

Le fiamme, in quell’occasione, avevano distrutto quattro autovetture di famiglia e il capannone.

Prima e dopo il rogo – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – ci sono state telefonate anonime e appostamenti, anche notturni, presso la casa dell’impiegata e il nuovo luogo di lavoro.

Intimidazioni che hanno portato la donna e i suoi familiari a cambiare abitudini quotidiane e a sentirsi costantemente sotto minaccia e in pericolo.

Alla notizia dell’arresto dei due la donna è scoppiata in lacrime.

Tutte le indagini sono state condotte anche grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali. –



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