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Torna l’articolo 18 alla Sammontana ma negli appalti fioccano i “contratti pirata”
La novità per gli addetti alle pulizie dello stabilimento di gelati. Cgil: «Aumentata l’occupazione ma 4 su 5 sono precari»
Il bilancio di fine anno tracciato dalla Cgil locale sullo stato del lavoro nel territorio è fatto di luci e ombre. Tra le prime spicca un segnale, che è piccolo, ma che marca una sostanziale discontinuità all’interno della grande industria. E cioè la reintroduzione dell’articolo 18 nel rinnovo del contratto di appalto delle pulizie per lo stabilimento Sammontana di Empoli. Tra le seconde, invece, rientra la diffusione di quelli che vengono definiti “contratti pirata”, ovvero l’applicazione di condizioni fuori da quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali in termini di orario, sicurezza, welfare e formazione. Il quadro generale messo in luce dal coordinatore di zona Paolo Aglietti è in linea di massima positivo e parla di una sostanziale ripresa occupazionale su un territorio che rimane forte.
«Negli ultimi 5 anni sono stati recuperati oltre 5mila posti di lavoro – spiega – tornando in questo modo ai livelli esistenti prima della crisi. Sono cresciuti molto settori come moda e pelletteria, commercio, servizi alle imprese, turismo e assistenza privata. La manifattura continua a farla da padrona e rimane un grosso gap tra l’Empolese e la Valdelsa sia il tessuto produttivo sia per le disparità reddituali. Rimane un grosso interrogativo sul futuro legato alla situazione internazionale, alla capacità di investire delle aziende del territorio e alla qualità del lavoro che viene proposto. Tutti temi che abbiamo affrontato in sede di approvazione del patto per lo sviluppo, a cui abbiamo aderito insieme alle altre forze sindacali e alle associazioni di categoria e datoriali. E che sono al centro dell’interlocuzione che è stata riavviata con l’Unione dei Comuni».
Il tasso di occupazione si attesta sopra al 50% della popolazione in età attiva: tra dipendenti e autonomi i lavoratori nel circondario superano le 53mila unità, delle quali oltre 42mila operano nei comuni dell’Empolese e 11mila in quelli della Valdelsa. «Il grosso problema è che a fronte del recupero occupazionale – prosegue Sergio Luschi della Filctem – su 5 avviamenti, 4 avvengono con contratti precari o comunque a tempo determinato. E questo costituisce un grosso problema perché mancano garanzie a medio e lungo termine, che vanno a sommarsi agli interrogativi legati alla difficoltà delle piccole aziende a programmare e a investire e a quelle che stanno riscontrando le grandi imprese dell’export con il rallentamento dell’economia mondiale e con la politica dei dazi nei confronti di Paesi come Russia e Iran». Ma il tema della qualità del lavoro tocca anche aspetti come quello, già citato, dei contratti pirata.
«Negli appalti pubblici – attacca Donatella Galgani della Filcams – abbiamo lavoratori che vengono assunti con 8 ore settimanali, mentre sui contratti nazionali è scritto che il minimo sono 14 ore».
Le fa eco Maurizio Garofano della Fiom. «Abbiamo difficoltà enormi a far rispettare i contratti collettivi. Sono molte le imprese metalmeccaniche che derogano le norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, che non rispettano il welfare aziendale e che non fanno formazione. E magari non pagano le tredicesime, perché vedono nella manodopera solo un costo e non una risorsa». Ma all’ordine del giorno rimangono anche temi come quello del caporalato che «c’è, specie in Valdelsa – come denuncia Alessandro Cioni della Flai – e che potrebbe subire una crescita in seguito all’approvazione del decreto sicurezza, che svuota le strutture di accoglienza e mette per strada un esercito di fantasmi senza tutele, né diritti». Non mancano, però, note positive. La principale riguarda la reintroduzione dell’articolo 18 nel rinnovo del contratto di appalto per 5 lavoratori che svolgono il servizio di pulizia all’interno della Sammontana. Un dato che si affianca alle ottime performance in termini di investimenti di grandi aziende come la Zignago Vetro o la Sesa. O alla chiusura di contratti importanti come quello del commercio con i marchi di Federdistribuzione, mentre manca ancora l’accordo con Unicoop. Alla buona annata di olio e vino nel settore agricolo e alla trattaiva per la stabilizzazione di 10 lavoratori alle Industrie Testi. –
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