Gioco
Sostanze inquinanti nel terreno, slitta la costruzione della scuola “jolly”
Idrocarburi oltre i limiti di legge, scattano nuove indagini a Empoli: niente lavori a giugno (come annunciato), ritardo di almeno 4 mesi
EMPOLI. Slitta di almeno quattro mesi la costruzione della scuola “jolly” da 7,7 milioni di euro voluta per tamponare la carenza di spazi negli istituti superiori cittadini.
I soldi ci sono, il progetto definitivo (realizzato dallo studio professionale Ati Project di Branko Zrnic e Luca Serri) è già stato approvato, ma dalle indagini ambientali condotte sui terreni individuati per ospitare il plesso (accanto all’attuale villaggio scolastico di via Sanzio), è stata rilevata «la presenza di sostanze inquinanti (idrocarburi) di poco superiori» a quelli fissati dalla legge.
Un imprevisto che inciderà inevitabilmente sui tempi, costringendo la Città Metropolitana a rivedere il cronoprogramma che prevedeva la pubblicazione del bando prima della fine del 2018 e l’inizio dei lavori entro il mese di giugno 2019, per avere la nuova scuola a disposizione entro la fine del 2021.
La presenza di idrocarburi nel sottosuolo, rende necessario un piano di caratterizzazione, come spiega l’architetto Riccardo Maurri, dirigente della Città Metropolitana e responsabile del progetto: «Il piano è stato già presentato all’ufficio ambiente del Comune di Empoli», con l’ente di via Del Papa che dovrà poi convocare una nuova Conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti (a cominciare da Arpat e Regione) per l’approvazione. «Lo sforamento è lieve – spiega Maurri – e siamo di fronte a limiti ovviamente molto bassi vista la destinazione dell’area: lo stesso valore sarebbe stato considerato nella norma in un terreno agricolo. Ma qui sarà costruita una scuola e allora è necessario effettuare ulteriori indagini per capire la quantità effettiva di idrocarburi, la loro provenienza e di conseguenza individuare la soluzione. Per quanto riguarda lo spazio all’aperto, per esempio, può essere sufficiente l’installazione di una membrana nel sottosuolo; dove sorgerà il plesso, invece, potrà essere l’edificio stesso a fare da isolante. Tutto dipende dalle quantità di idrocarburi. Intanto abbiamo previsto uno slittamento di tutta l’operazione di almeno quattro mesi», ma la tempistica potrebbe dilatarsi ulteriormente se l’esito delle indagini ambientali dovesse causare una variazione consistente del progetto già approvato. Dunque il nuovo obiettivo è di far partire i lavori entro la fine dell’anno, ma per la prima campanella si trova attendere il 2022.
Il primo passo, a questo punto, è l’approvazione del piano di caratterizzazione, poi la Città Metropolitana procederà all’affidamento.
Intanto proprio la Metrocittà ha stanziato mezzo milione di euro per le indennità di esproprio e di occupazione temporanea dei terreni sui quali sarà realizzato l’immobile: 98.400 euro suddivisi tra gli eredi di Carla Bini, Elena e Francesca Bini Moriani e altri 350. 000 euro alle famiglie Innocenti-Fensi di Cerreto Guidi; altri 67. 000 euro saranno invece versati all’Agenzia delle entrate per imposta di registro, trascrizione, volturazione catastale del decreto di esproprio.
La nuova scuola non sarà destinata a un singolo istituto, ma è stata studiata per rispondere alle esigenze di spazi delle superiori già presenti nel villaggio di via Sanzio. L’edificio avrà una superficie di oltre quattromila metri quadrati, 4.266 per l’esattezza. Previste venticinque aule, ciascuna con capienza di trenta alunni, oltre a laboratori, palestra di 1.400 metri quadrati (che sarà realizzata sul retro del nuovo edificio) e spazi per uffici e di servizio. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
