Gioco
Matteo, scommessa vinta: «Credevo in questa città e ho avuto ragione»
EMPOLI. «Ho scelto Empoli perché credevo nelle potenzialità del centro storico. E ho avuto ragione». Matteo Ferrante, trentatré anni, ha festeggiato il primo compleanno della sua Birroteca di via Ridolfi, specializzata nelle birre artigianali e non solo, con una proposta di oltre trecento etichette.
Matteo è originario di Lettomanoppello, in provincia di Pescara e ha vissuto a lungo a Roma, dove era proprietario di una rummeria a Trastevere.
«Poi hanno cambiato sede di lavoro alla mia compagna. L’hanno trasferita in Toscana e così ho scelto Empoli per avviare la mia nuova attività, che ha aperto i battenti nel dicembre 2017», con un obiettivo molto ambizioso: «Il mio ambizioso progetto è portare qui la cultura della birra, bevanda sociale per eccellenza, distinguendo tra bere e degustare».
E a distanza di un anno, Matteo considera vinta la sua scommessa. La Birroteca di via Ridolfi è diventata un punto di ritrovo per i giovani, nel cuore della città: «Abbiamo festeggiato con una serata a base di arrosticini abruzzesi e birre artigianali toscane. È stato un modo per ringraziare i tanti clienti che mi hanno accolto benissimo in questa città, a cominciare dai tifosi dell’Empoli». Che gli fanno respirare quell’aria di calcio che lo fa sentire a casa: suo padre Guglielmo è un ex calciatore, che ha totalizzato anche quattordici presenze in serie A e 112 in B (con tre gol): «Ha giocato tra le altre nell’Avellino, nel Foggia di Zeman, nel Castel di Sangro e nella Fermana» racconta con orgoglio Matteo: «Ma ora il mio cuore – sottolinea Ferrante – è azzurro». —
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