Il Tirreno

Empoli

sversamenti nell’usciana 

Ex vertici del Consorzio condanne confermate Pene ridotte in appello

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FUCECCHIO. Pene ridotte, ma impianto accusatorio confermato nei confronti di Massimo Banti e Claudio Brotini, rispettivamente ex presidente e dell’ex direttore del Consorzio conciario di Fucecchio che gestiva il depuratore di Ponte a Cappiano.

La Corte d’appello di Firenze ha confermato le responsabilità dei vertici del Consorzio per lo sforamento dei limiti di legge per gli sversamenti in Usciana. La questione, lo ricordiamo, verteva sulla presunta truffa emersa dalle indagini della guardia di finanza alla fine del 2012, con l’accusa ai vertici del Consorzio di aver favorito lo sversamento nel canale per almeno sei anni (dal 2006 al 2012) di acque non correttamente depurate, per un totale di oltre 5milioni di metri cubi di liquami.

In primo grado Banti e Brotini furono condannati a tre anni di reclusione, ridotti in appello rispettivamente a due anni e sei mesi per l’ex presidente e a 2 anni per l’ex direttore (pena sospesa). Ha, inoltre, confermato la confisca di beni del Consorzio, fino alla concorrenza di 1,5 milioni di euro e le condanne risarcitorie in favore di Ministero dell’ambiente, Comune di Fucecchio, Legambiente e Italia Nostra.

Quest’ultima, attraverso la sezione del Medio Valdarno Inferiore, assicura che «continuerà ad operare per la tutela del nostro territorio e la sua promozione, rispetto alle quali quanto accaduto andava nella direzione diametralmente opposta». Intanto il legale di Banti e Brotini, l’avvocato Massimo Megli, ha annunciato il ricorso in Cassazione. —

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