La protesta
Guardie volontarie inchiodano i responsabili di 60 illeciti
Primo bilancio dell’attività dei volontari del Comune supportati dalla “fototrappola” Sono 120 i casi individuati in tutto il territorio vinciano
Vinci. È tempo di bilancio di fine anno anche per le Guardie volontarie ambientali inquadrate nell’amministrazione comunale di Vinci. Il 15 dicembre scorso, le Gav hanno effettuato la ventesima uscita settimanale sul territorio e fino ad oggi, da quando sono attive (7 aprile scorso), hanno individuato e documentato 120 illeciti ambientali, tra abbandoni di rifiuti, conferimenti irregolari al servizio di raccolta, scarichi di acque reflue domestiche non autorizzati, trasgressioni ai regolamenti di polizia urbana e rurale. Non sempre è possibile risalire ai responsabili degli illeciti, ma in circa 60 casi le Gav hanno raccolto prove o indizi a carico di imprese o persone fisiche, trasmettendoli alla polizia municipale per l’avvio del procedimento sanzionatorio. Le Gav si sono recentemente dotate anche di una fototrappola mobile (e mimetizzata, che si attiva quando rileva movimenti) in grado di visualizzare e identificare più agevolmente gli autori degli abbandoni. Numerose sono, quindi, soprattutto in questi giorni, le sanzioni comminate dalla polizia municipale per vari illeciti amministrativi ambientali. «Vinci è tra i comuni più virtuosi in Italia per la raccolta differenziata dei rifiuti – evidenzia l’assessore Daniele Vanni – Ma restano tuttavia ancora alcuni problemi legati al fatto che una piccola parte di soggetti non rispetta le regole, scaricando sulla collettività gli oneri di smaltimento dei propri rifiuti. Le Gav si sono rivelate uno strumento efficace per superare nel tempo anche questo problema».
Ecco anche alcuni comportamenti che portano a sanzioni: l’esposizione dei contenitori di rifiuti davanti agli edifici nei giorni ed orari non consentiti; l’utilizzo di contenitori non codificati dal gestore; abbandonare, scaricare, depositare anche temporaneamente i rifiuti in aree pubbliche o private, comprese campane del vetro e cestini stradali che sono destinati solo a piccoli rifiuti, deiezioni canine, cicche, cartine, fazzolettini e quant’altro legato al consumo in strada e non quindi a sacchetti domestici.
«Chi viola le norme, scarica gli oneri sulla collettività, e ora rischia seriamente di essere individuato dalle nuove guardie ambientali». —
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