Gioco
Regalo di Natale per i sei reparti di medicina trenta le assunzioni
Posti da infermieri e operatori socio-sanitari, dalla Regione il via a un rinforzo chiesto dai lavoratori dopo le grosse criticità
EMPOLI. Regalo di Natale per i sei reparti di medicina dell’ospedale San Giuseppe. Le richieste da parte sindacale e le consistenti proteste degli utenti dell’Empolese Valdelsa (di fronte anche a un’inerzia di gran parte dei sindaci della zona rispetto alle criticità) hanno portato a un cambio di rotta sulla gestione e sulle risorse da destinare al polo empolese da parte dell’Asl Toscana centro.
Un’inversione di tendenza dopo che la qualità dei servizi offerti, da posizioni discrete, era divenuta fanalino di coda nella grande area dopo Firenze, Pistoia e Prato.
Dopo la prima iniezione di personale annunciata dall’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi , con l’assunzione straordinaria di 80 infermieri e 30 operatori socio-sanitari in buona parte destinati all’Empolese, a fine gennaio arriverà un altro rinforzo come richiesto dai sindacati. Ed è la Funzione pubblica Cgil che illustra l’operazione: «L’unificazione dell’Asl - spiega Simone Baldacci della Funzione pubblica - aveva portato a grosse ripercussioni in particolare sui reparti di medicina del San Giuaseppe e ha evidenziato un sottodimensionamento dell’ospedale rispetto ai posti letto. E dopo il lavoro portato avanti tra settembre e ottobre dalla Regione con il via libera a nuove assunzioni, i lavoratori hanno chiesto un ulteriore rinforzo che ora si sta concretizzando». Complessivamente saranno una trentina le assunzioni.
«Al momento gli operatori socio sanitari nei sei reparti di medicina - spiega - ci sono solamente la mattina. Dalla fine di gennaio ne verranno aggiunti uno per ogni turno. Per quanto riguarda gli infermieri ne verranno aggiunti 6 per ogni giorno».
Più a primavera partirà un modello già sperimentato a Firenze di reception medica con il personale sia infermieristico che di operatori socio sanitari «che si dedicheranno a fare il lavoro burocratico e amministrativo come le accettazioni e le dimissioni, un lavoro che grava troppo su chi fa assistenza». Come accaduto anche in passato, infatti, proprio i ritardi nell’espletare le dimissioni erano causa di disagi anche al pronto soccorso con pazienti parcheggiati per giorni interi nei corridoi perché non c’erano posti nei reparti di medicina. Oppure ricoverati in un luoghi inappropriati, come per esempio in chirurgia.
Questo “bancone”, che fungerà anche da primo punto di accoglienza sarà gestito da due infermieri e un operatore socio sanitario che dovranno gestire anche le telefonate dei reparti in modo tale che il personale nei reparti potrà concentrarsi solo sulle mansioni di assistenza con una riduzione dei loro carichi di lavoro.
I trenta lavoratori verranno in parte presi dalle graduatorie e in parte da una riorganizzazione interna.
«Questo modello - continua ancora il sindacalista della Cgil - verrà sperimentato per sei mesi. A quel punto verrà valutato e rimesso in discussione se non porterà i benefici attesi».Infine la Cgil ha in corso una trattativa con l’azienda sanitaria per arrivare al riconoscimento di un unico orario di lavoro e dei cosiddetti tempio di vestizione e di consegna . —
Lucia Aterini
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