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Trovato morto, sul corpo 2 colpi di fucile: la magistratura dispone l’autopsia

Francesco Turchi
Carlo Gabbrielli con il cavallo Nottifrimmesmai (Foto da Facebook)
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Carlo Gabbrielli con il cavallo Nottifrimmesmai (Foto da Facebook)

Non si esclude l’ipotesi del suicidio ma saranno effettuate prove con lo strumento che raccoglie tracce di esplosivo

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FUCECCHIO. L’hanno trovato disteso sul pavimento, sopra al fucile da caccia del padre, dal quale sono partiti due colpi: uno l’ha preso alla spalla, l’altro – quello letale – all’addome. Di fronte a questa scena, il magistrato ha deciso di disporre una serie di accertamenti sulla morte di Carlo Gabbrielli, 37 anni, di Fucecchio.

Una scelta, quella della pm, che non esclude l’ipotesi del gesto volontario, ma che mira a fare piena luce sulla dinamica della tragedia. Saranno i risultati dell’autopsia sul cadavere e dello “stub” (che rileva eventuali residui di polvere da sparo nelle mani), al quale sono stati sottoposti alcuni familiari a dare una svolta alle indagini coordinate dalla pm Christine Von Borries, che la mattina di martedì 11 dicembre è arrivata nell’abitazione dove Carlo viveva con i genitori, in viale Colombo a Fucecchio. Dove i carabinieri della stazione – supportati dalla sezione investigazioni scientifiche – hanno effettuato i rilievi per ricostruire una tragedia dai contorni ancora non del tutto chiari, che ha sconvolto la comunità fucecchiese, in lacrime per uno dei “figli”, appassionato di Palio e innamorato dei cavalli, a cominciare dal suo Nottifrimmesmai, che aveva adottato dopo l’addio alle corse.

Lui che era fra i barbareschi della contrada Ferruzza, una sorta di angelo custode del cavallo nelle ore che precedono la corsa in Buca. Quella stessa passione che oggi l’avrebbe dovuto portare all’ippodromo di Follonica, a supporto della scuderia del fantino Adrian Topalli, come faceva spesso, unendo la passione alla professionalità acquisita nella gestione dei cavalli, che l’avevano fatto apprezzare nell’ambiente paliesco anche al di fuori di Fucecchio.

Martedì mattina i familiari hanno provato a telefonargli ma il cellulare di Carlo squillava a vuoto. Anche i colleghi, che non l’avevano visto arrivare a lavoro, non riuscivano a mettersi in contatto con lui. Così il fratello, temendo che gli fosse successo qualcosa di grave, è andato a casa e ha scoperto il cadavere. È stato lui, intorno alle 9.35 a chiamare il 118, ma quando i soccorritori sono arrivati in viale Colombo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del trentasettenne e avvertire le forze dell’ordine.

I carabinieri hanno sentito i familiari, per capire se Carlo – negli ultimi tempi – aveva dato segnali di difficoltà che potessero avergli fatto maturare la decisione di farla finita. Ma – sempre secondo quanto ricostruito finora – non è emerso niente di particolare, così come non sarebbero stati trovati lettere o biglietti.

Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate anche su quei due colpi sparati con il fucile da caccia a doppia canna di proprietà del padre. La chiave del “giallo” sarebbe proprio qui. Un primo colpo ha raggiunto Carlo di striscio alla spalla, il secondo, mortale, all’addome. È stato lui a premere il grilletto due volte? Dai primi accertamenti, non sarebbero stati trovati segni di effrazione nella casa. Nelle ore successive, alcuni familiari sono stati sottoposti allo stub, uno speciale tampone adesivo che rileva residui da sparo, mentre la salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale, dove probabilmente già oggi sarà effettuata l’autopsia.

Sotto choc, oltre alla comunità fucecchiese, anche i colleghi di lavoro della conceria Zuma di Castelfranco di Sotto: «Carlo lavorava con me da molti anni» racconta il titolare Andrea Dolfi: «Era un ragazzo d’oro e un dipendente modello. Si occupava di ricerca dei colori, grazie alle sue rifinizioni abbiamo lavorato per tutti i brand italiani e francesi. Quando l’ho visto l’ultima volta, lunedì sera, era sereno. Mi ha chiesto mezza giornata libera per andare all’ippodromo a Follonica mercoledì. Gli avevo dato l’ok, a patto che prima mi facesse i campionari per un cliente. E lui, come sempre, mi aveva detto “certo Andrea, prima di andare via faccio tutto”. E poi invece è arrivata questa mazzata». Intanto la contrada Ferruzza ha cancellato tutti i prossimi eventi in segno di lutto. —


 

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