Il Tirreno

Empoli

«Niente botulino nel mio pesto, ora il Mercatale paghi i danni»

Francesco Turchi
Maurizio Signorini
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Maurizio Signorini

Due coniugi erano finiti all’ospedale di Empoli per intossicazione, il titolare dell’azienda sospesa dall’associazione: «Negative le analisi sul pesto, ma loro mi avevano già condannato»

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EMPOLI. «La mia azienda non c’entra niente con il “caso Botulino”. Ora voglio il risarcimento per tutto quello che ho subito: l’associazione dei produttori che mi ha sospeso dal Mercatale e le persone che mi hanno offeso nelle chat di Whatsapp devono pagare». Maurizio Signorini è il titolare di un’azienda agricola di Cerretti, nel comune di Santa Maria a Monte. Nella primavera scorsa una coppia di coniugi finisce all’ospedale di Empoli per un’intossicazione da botulino. Tra i cibi consumati nelle ore precedenti, c’è anche un vasetto di pesto, commercializzato da Signorini e confezionato da un’altra azienda. Venti barattoli, tutti dello stesso lotto (sottoposti in contemporanea al processo di pastorizzazione), diciotto dei quali sono stati venduti senza conseguenze per gli altri consumatori. . L’Asl avvia le analisi, senza escludere l’intossicazione domestica, cioè che il vasetto fosse stato aperto e poi non conservato in modo adeguato: dal momento dell’apertura il prodotto va consumato entro 5 giorni, come specificato sulla confezione. E la coppia di sessantenni empolesi è finita all’ospedale due settimane dopo l’acquisto: una tempistica che non esclude che i due abbiano aperto e consumato il prodotto nei giorni immediatamente successivi all’acquisto per poi averlo mangiato di nuovo dopo più di cinque giorni.

Comunque, in attesa dell’esito delle analisi, il 29 marzo scorso, l’Associazione produttori Mercatale – che gestisce il mercato a filiera corta che si tiene in piazza della Vittoria a Empoli – decide di sospendere Signorini. Una decisione presa «per la tutela del consumatore fino a quando gli accertamenti (dell’istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, ndr) non avranno dato esiti certi». Che poi sono arrivati e hanno escluso la presenza di tossine botuliniche. Ma Signorini, da allora, non è più tornato con i suoi prodotti al Mercatale: «No e non ci metterò più piede. Perché loro mi hanno danneggiato con quella decisione – spiega annuncia la richiesta di risarcimento, avanzata dal suo legale Belinda Bertolaccini –. E voglio che paghino, insieme all’associazione, anche quei due produttori che hanno offeso me e la mia azienda sulle chat di Whatsapp, condannandomi prima di conoscere l’esito degli esami». —

Francesco Turchi

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