Il Tirreno

Empoli

La distrazione nemica dei giovani alla guida: causa uno scontro su 5

Marco Sabia
Gli studenti alla lezione sulla sicurezza stradale (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Gli studenti alla lezione sulla sicurezza stradale (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Componente in crescita secondo i dati dei vigili urbani e gli studenti di Empoli puntano il dito contro le abitudini dei genitori

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EMPOLI. La vita è fatta di attimi e questi attimi – quando si guida o si è in strada – possono fare la differenza. Quante volte, per puro caso, si evita di fare un incidente? E quante volte, per un istante di troppo, un’auto finisce contro un’altra, oppure contro un pedone o un motorino? Per far sì che ciò non accada – oltre a conoscere il codice della strada – bisogna essere concentrati alla guida, perché l’auto se usata male diventa un’arma, pericolosa per chi la guida e per gli altri. Perchè la distrazione è una componente sempre più preponderante negli incidenti: basti pensare che nei 248 incidenti avvenuti ad Empoli dal primo gennaio, ben 47 sono riconducibili all’omesso controllo del veicolo, cioè fondamentalmente alla distrazione durante la guida. Si tratta del comma 2 dell’articolo 141 del codice della strada. Martedì 4 dicembre, nell’auditorium del Pontormo di Empoli, si è parlato anche di questo.

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Questo grazie alla presenza di Stefania Guarnieri, madre di Lorenzo Guarnieri, morto a 17 e mezzo travolto mentre era in scooter da un altro mezzo a due ruote guidato da un uomo di 45 anni che guidava sotto l'effetto di cannabis e alcol. Mamma Stefania ha raccontato l’esperienza più tragica della sua vita, che l’ha portata a fondare una onlus per ricordare il figlio e per promuovere progetti a favore della sicurezza stradale. «Crediamo nella comunicazione ai giovani – racconta Stefania – perché sono i guidatori del futuro e perché apprendono subito, a differenza degli adulti che magari hanno delle abitudini sbagliate. I ragazzi sono ad esempio già abituati ad uscire la sera col “guidatore designato”, cioè colui che non beve perché deve riportare tutti a casa. Coi grandi, invece, è più difficile: da uno studio fatto sugli incidenti a Firenze è emerso che la maggior parte degli incidenti è causata da uomini dai 30 ai 50 anni, cioè gli adulti. Fino a poco tempo fa la velocità, la distrazione, l’alcool e le droghe si “spartivano” gli incidenti:oggi, invece, assistiamo ad un incremento dei sinistri causati dalla distrazione, principalmente per il telefonino. Per questo serve la consapevolezza che ogni giorno in strada corriamo dei rischi e serve la responsabilità di conoscere le conseguenze delle nostre azioni. Questi ragazzi devono sentire la storia di Lorenzo come loro, perché così possono imparare ad essere responsabili».

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E infatti mamma Stefania si è “guadagnata” l’abbraccio di un ragazzo, che fa la quinta ragioneria. E’ proprio il diretto interessato a spiegare perché e a fare una considerazione ovvia ma illuminante:«Mi premeva abbracciarla – racconta Beniamino Misso – perché sentir parlare di un ragazzo come noi, vicino a noi, raccontato dalla mamma, ci tocca molto profondamente. Dovremmo imparare a dare il telefono al passeggero – se c’è – e a non apprendere certe abitudini dagli adulti. Perchè se un giovane vede un adulto col cellulare o senza cintura, alla fine impara a fare come lui. Ed è sbagliato». «All’inizio – aggiunge il compagno di classe Samuele Di Bari – avevo preso un po’ sottogamba questo evento ma ascoltare le parole di una madre che convive con un dolore del genere e ha il coraggio di raccontarlo mi ha fatto cambiare idea. Mi sono immedesimato in quel ragazzo e nel dolore di sua madre».

Il futuro di questi ragazzi è nelle loro mani. Ma – essendo piccoli uomini o piccole donne – hanno bisogno di esempi. La storia dello sfortunato Lorenzo Guarnieri è tragicamente illuminante. Ma il cambiamento deve partire dalla vita di tutti i giorni, per evitare che la storia di Lorenzo si ripeta. 

L’evento di martedì fa parte del progetto “David”, acronimo di D- Dati e analisi (sistema informativo completo, unico e integrato) A- Aderenza alle regole (legge, pene, controlli) V- Vita e educazione (formazione e giovani e adulti) I- ingegneria (infrastrutture stradali) D- Dopo lo scontro (assistenza alle famiglie e analisi dello scontro) e coinvolge circa 2000 ragazzi l'anno tra alunni delle terze medie, scuole superiori e società sportive. L’incontro è stato organizzato dai Lions clubs della Zona B, in collaborazione con la polizia municipale dell’Unione dei Comuni della polizia stradale distaccamento di Empoli e col 118. Come di consueto parte attiva dell’evento è stata l’associazione “Lorenzo Guarnieri”.

L’evento era patrocinato dal Comune di Empoli. Dopo i saluti del dirigente del Pontormo Tommaso Bertelli , di Stefano Mariotti per il Distretto Lions 108 La Toscana, dell’assessore alla cultura del Comune di Empoli Eleonora Caponi e di Annalisa Maritan , comandante polizia municipale Unione Comuni Empolese Valdelsa, sono intervenuti: Stefania Guarnieri , la madre di Lorenzo Guarnieri; Alessio Lubrani , direttore 118 Empoli, e Fabrizio Colombini , comandante della polizia stradale Empoli. Maritan, ad esempio, ha rimarcato l’importanza dell’educazione stradale:«E’ fondamentale investire in progetti nelle scuole, sin dalla tenera età. La distrazione, il casco non allacciato, il cellulare: l’educazione stradale vuole mettere le basi per diminuire l’incidentalità. Perchè quando uno è distratto – ad esempio – è una questione di secondi. E questi episodi sono in aumento, visto che precedono le mancate precedenze, gli investimenti col coinvolgimento di pedoni e le manovre sbagliate». Lubrani, invece, ha sottolineato l’importanza di non sfidare la sorte in strada:«La vita non è un videogioco, non c’è la possibilità di premere il pulsante del reset. I giovani hanno un atteggiamento sfidante, che ho avuto anche io, quando a 17 anni ho fatto una gara in moto che non dovevo fare. Sono caduto, mi sono fatto male ed ho capito che la sorte non va sfidata». Poi il comandante della stradale, Colombini:«Il codice della strada dà delle regole che dobbiamo conoscere, perché ci riguardano in gran parte della nostra vita. Noi dobbiamo poi decidere da quale parte stare, se da quella della legalità o no». Infine l’assessore Caponi:«Credo che la testimonianza di Stefania sia stata fondamentale per far passare il messaggio che la trasgressione di una regola può comportare un rischio concreto per se stessi e per le altre persone. E' stata una testimonianza forte ed estremamente toccante, così come il suo appello agli studenti a fare ognuno la propria parte per diffondere il concetto di sicurezza in strada».
 

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di Redazione web