Gioco
Il direttore del 118: «La vita non è un videogioco, non va sfidata»
All’evento “David” per gli studenti del liceo hanno collaborato anche l’associazione intitolata a Lorenzo Guarnieri e il Lions club Zona B
EMPOLI.L’evento di ieri fa parte del progetto “David”, acronimo di D- Dati e analisi (sistema informativo completo, unico e integrato) A- Aderenza alle regole (legge, pene, controlli) V- Vita e educazione (formazione e giovani e adulti) I- ingegneria (infrastrutture stradali) D- Dopo lo scontro (assistenza alle famiglie e analisi dello scontro) e coinvolge circa 2000 ragazzi l'anno tra alunni delle terze medie, scuole superiori e società sportive. L’incontro è stato organizzato dai Lions clubs della Zona B, in collaborazione con la polizia municipale dell’Unione dei Comuni della polizia stradale distaccamento di Empoli e col 118. Come di consueto parte attiva dell’evento è stata l’associazione “Lorenzo Guarnieri”. L’evento era patrocinato dal Comune di Empoli. Dopo i saluti del dirigente del Pontormo Tommaso Bertelli, di Stefano Mariotti per il Distretto Lions 108 La Toscana, dell’assessore alla cultura del Comune di Empoli Eleonora Caponi e di Annalisa Maritan, comandante polizia municipale Unione Comuni Empolese Valdelsa, sono intervenuti: Stefania Guarnieri, la madre di Lorenzo Guarnieri; Alessio Lubrani, direttore 118 Empoli, e Fabrizio Colombini, comandante della polizia stradale Empoli. Maritan, ad esempio, ha rimarcato l’importanza dell’educazione stradale:«E’ fondamentale investire in progetti nelle scuole, sin dalla tenera età. La distrazione, il casco non allacciato, il cellulare: l’educazione stradale vuole mettere le basi per diminuire l’incidentalità. Perchè quando uno è distratto – ad esempio – è una questione di secondi. E questi episodi sono in aumento, visto che precedono le mancate precedenze, gli investimenti col coinvolgimento di pedoni e le manovre sbagliate». Lubrani, invece, ha sottolineato l’importanza di non sfidare la sorte in strada:«La vita non è un videogioco, non c’è la possibilità di premere il pulsante del reset. I giovani hanno un atteggiamento sfidante, che ho avuto anche io, quando a 17 anni ho fatto una gara in moto che non dovevo fare. Sono caduto, mi sono fatto male ed ho capito che la sorte non va sfidata». Poi il comandante della stradale, Colombini:«Il codice della strada dà delle regole che dobbiamo conoscere, perché ci riguardano in gran parte della nostra vita. Noi dobbiamo poi decidere da quale parte stare, se da quella della legalità o no». Infine l’assessore Caponi:«Credo che la testimonianza di Stefania sia stata fondamentale per far passare il messaggio che la trasgressione di una regola può comportare un rischio concreto per se stessi e per le altre persone. E' stata una testimonianza forte ed estremamente toccante, così come il suo appello agli studenti a fare ognuno la propria parte per diffondere il concetto di sicurezza in strada». —
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