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L’avventura australiana di Emma e Mattia: 25.000 chilometri col fuoristrada in 119 giorni - Foto
Lui è certaldese, lei napoletana: si sono conosciuti a Londra, si sono fidanzati e hanno deciso di andare alla scoperta di una terra lontana
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EMPOLI. Lasciare l’Italia, girare tutta l’Australia con un fuoristrada, percorrendo 25.000 chilometri in 4 mesi, e infine scegliere Manchester come città dove vivere per un’altra esperienza, fra il lavoro e gli studi universitari. È la storia di una giovane coppia valdelsana che il 29 dicembre volerà in Gran Bretagna alla ricerca di un lavoro e di un futuro. Si tratta del certaldese Mattia Iacopini, ventiquattrenne diplomato al ‘Ricasoli’ di Siena in agraria e figlio di un noto imprenditore locale e di Emma Baiano, trentunenne napoletana laureata in psicologia clinica.
A cavallo fra il 2012 e il 2013 i due decidono di lasciare l’Italia e di andare a Londra, ciascuno con i propri sogni ed obiettivi. Non si conoscono, ma si ritrovano coinquilini a Londra.
Emma diventa una manager per il brand di moda Zara, mentre Mattia vola in terra britannica con un amico di Gambassi per imparare la lingua e fare una esperienza lavorativa. Trova lavoro come cameriere al Ritz Hotel, a due passi da Piccadilly, e si ritrova subito di fronte un cliente del del calibro dell’attore Jhonny Deep.
Dopo un anno Emma e Mattia si fidanzano. Una relazione che li porta a sognare un’altra esperienza: abbandonare i ritmi frenetici di Londra e trasferirsi in Australia. Nel dicembre 2016 ricevono il disco verde per entrare nel Paese. Un sogno che già si realizza prima ancora di prendere quel volo da Roma a settembre 2017 che li fa atterrare a Sydney.
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Dopo 15 giorni i due sono già al lavoro: Emma alla Westfield Tower come commessa e Mattia in veste di bartender al The Star Casinò: «Sono stati tre mesi di duro lavoro ma ben ripagato se pensiamo al costo della vita australiana».
I due noleggiano un van e decidono di fare un salto in Nuova Zelanda dove visitano l’Isola del Nord, fra vulcani, parchi nazionali e città cosmopolite. «Non avevamo mai fatto esperienze di campeggio e ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di intraprendere una nuova sfida: visitare l’intera Australia».
Una volta rientrati dalla Nuova Zelanda la giovane coppia comincia così a studiare l’intero itinerario: tappe, il meteo e dove lavorare fra una sosta e l’altra. Un programma talmente minuzioso in ogni dettaglio che li porta a percorrere 25mila chilometri con un fuoristrada, dove non sono mancati imprevisti ma anche tante sorprese. Prima di viaggiare però devono guadagnare i soldi necessari ad affrontare un’avventura lunga e costosa: per 6 mesi lavorano sodo, anche 60 ore alla settimana ciascuno, perché in Australia è permesso, con una lauta retribuzione.
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Il 16 maggio 2018 iniziano il loro viaggio in lungo e in largo per l’Australia, che durerà ben 119 giorni: «Abbiamo lasciato il nostro lavoro, visitato il deserto dell’Australia, toccato con un mano un coccodrillo a Darwin, visto le balene, la barriera corallina, conosciuti gli aborigeni ed essere soccorsi in mare nel cuore dalla notte dalla polizia perché la nostra barca era in panne» raccontano i due, protagonisti di un viaggio che ricorderanno per tutta la loro vita.
Una esperienza lontana dai ritmi frenetici della società di oggi è stato il contatto con le tribù degli aborigeni: «Ci siamo fermati qualche giorno da una psicologa a lavorare nel suo giardino. Con le tribù si può entrare in contatto solo attraverso qualcuno che già li conosce o in qualche modo collabora con loro. La fortuna ha voluto che proprio questa donna ci potesse dare una mano. Sono luoghi incontaminati, dove lo stato australiano riconosce le leggi degli aborigeni. Abbiamo conosciuto le formiche del miele, che custodiscono nel loro addome rigonfio». Un viaggio che una volta concluso ha visto il rientro in Italia dei 2 ragazzi che una volta tornati nello stivale del Mediterraneo hanno deciso di ripartire nuovamente. Stavolta per l’Inghilterra.
Ora Mattia ed Emma voleranno a Manchester. «Mi dispiace lasciare nuovamente l’Italia, per me non è un addio - spiega Mattia - ma voglio iniziare l’università e studiare marketing all'estero. Non posso fermarmi nuovamente a Certaldo dopo le esperienze che ho vissuto». Sulla stessa linea d’onda la sua compagna Emma: «Ho una laurea che per il sudore e la fatica messa in campo per conquistarla non viene ripagata in Italia. Ho tanti amici che spesso si interrogano e vedono in se stessi il problema. È sbagliato, duole dirlo ma questa terra non è così meritocratica come l’Inghilterra dove si lavora e si viene apprezzati per quello che realmente si riesce ad offrire».
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