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Al Pontormo protestano 500 studenti: «Stufi di stare al freddo, lavori inefficaci»
Manifestazione contro la Città Metropolitana: l’impianto è stato cambiato di recente e sono stati spesi 50mila euro
Sono rimasti fuori da scuola in 500. Per strada, a manifestare. Per chiedere alla Città Metropolitana di aggiustare, una volta per tutte, i riscaldamenti che non funzionano. Megafono alla bocca cori e striscioni di protesta. Perché nel 2018 in una scuola non ci possono essere aule che restano al freddo. Si sono fatti sentire gli studenti del liceo Pontormo di Empoli, una manifestazione pacifica e rumorosa per dire basta al freddo in aula. Alle 8 al suono della campanella, sono rimasti all’esterno dell’istituto. Prima nel piazzale che si trova dietro all’edificio scolastico, poi di fronte alle porte dell’istituto. “Servizi assenti come le istituzioni, hanno scritto i ragazzi. “Siamo al freddo e ci coprono…ma di scuse” recita un altro striscione. E c’è chi da una versione tutta sua dell’acronimo Isis. Istituto Specializzato inventare scuse”.
Già di pazienza, questi ragazzi non ne hanno più. Sono ormai anni infatti che gli studenti del Pontormo, oltre a libri e penne all’interno dello zaino devono inserire anche guanti sciarpa e cappello. Impianti non funzionanti, caldaie guaste, ogni inverno è sempre la stessa storia. «Non possiamo andare avanti così – spiega Victor Mantella rappresentante d’istituto per il liceo delle scienze umane, l’indirizzo più gelido -. Ogni anno è sempre la stessa storia. Qualche intervento, qualche miglioria ma appena arriva il freddo ci sono delle classi in cui non si può stare». Se saranno fatti interventi dovranno essere risolutivi. «C’è freddo in alcune aule, nei bagni e in palestra – racconta Emanuele Pastorelli, studente del liceo scientifico – così non è possibile stare a scuola». Nell’istituto nei mesi scorsi sono state sostituite due caldaie. L’ultima sostituzione è costata quasi 50.000 euro e u ulteriore intervento è stato effettuato anche in estate. «Il problema – spiegano i ragazzi – è che sono stati spesi soldi per installare nuove caldaie che erano guaste, ma non ci si è minimamente preoccupati di verificare le condizioni dei tubi che portano il riscaldamento nelle varie zone della scuola. Tubi vecchi e sporchi, che non fanno bene il loro lavoro».
Le proteste dei ragazzi ma anche dei genitori e del corpo docente, appoggiate dal preside dell’istituto, Tommaso Bertelli, hanno fatto sì che la Città Metropolitana di Firenze scendesse in campo. L’ente ha inviato sul posto alcuni tecnici che hanno iniziato una vera e propria attività di monitoraggio. «I nostri tecnici, ormai da qualche giorno - fanno sapere dalla Metrocittà di Firenze - stanno effettuando dall’interno dell’istituto le misurazioni della temperatura. Al momento i valori che sono stati registrati, che si aggirano intorno ai 19 gradi, sono valori ritenuti consoni. I tecnici su richiesta dei ragazzi stanno ora effettuando nuove misurazioni nelle aule dove il problema sembra essere più ingenti. Se le temperature registrate saranno più basse allora sarà programmato un intervento all’impianto». La parola, dunque passa ai termometri, in attesa di poter fare, finalmente, lezione al caldo. —
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