Il Tirreno

Empoli

nell’empolese valdelsa 

Affitto agevolato cambiano le regole Stop ai furbetti e inquilini tutelati

Marco Pagli
Affitto agevolato cambiano le regole Stop ai furbetti e inquilini tutelati

Patto contro i proprietari che ignorano i prezzi delle tabelle Senza la certificazione non si potrà più accedere agli sconti

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Sono in arrivo i nuovi accordi territoriali per gli affitti a canone concordato. A Empoli e negli altri dieci comuni dell’Unione a partire dal 15 dicembre prossimo saranno in vigore nuove regole per chi decide di sfruttare le agevolazioni fiscali sulle locazioni, tenendo il prezzo entro le soglie stabilite. La novità più importante riguarda l’obbligo per i proprietari di richiedere un’attestazione che certifichi la conformità del contratto alle associazioni di categoria che hanno sottoscritto gli accordi. Pena la perdita delle agevolazioni previste, cioè la possibilità di accedere al regime di cedolare secca al 10% e agli sconti sull’Imu.

L’obbligo è stato introdotto con un decreto dell’allora governo Gentiloni nel gennaio dello scorso anno. Nell’Empolese Valdelsa la ratifica arriverà con l’approvazione dei nuovi accordi che riguardano Empoli da una parte e gli altri comuni del circondario dall’altra. La firma sui protocolli d’intesa tra amministrazioni e associazioni di categoria dei proprietari e degli inquilini sarà apposta il 14 dicembre e da allora entreranno in vigore le nuove disposizioni. In particolare, quella sull’attestazione di conformità. In questi anni, infatti, l’Agenzia delle Entrate a più riprese ha denunciato situazioni di irregolarità legate alla registrazione di contratti a canone concordato che però non rispettavano i prezzi imposti dalle tabelle. In questo modo, invece, gli inquilini potranno avere una garanzia in più da questo punto di vista. Mentre i proprietari dovranno adempiere ad un obbligo, pagando il servizio.

Il prezzo per il rilascio dell’attestazione dipenderà dal singolo soggetto erogatore (si tratta delle associazioni che hanno sottoscritto l’accordo, tra le quali ci sono Confedilizia, Uppi, Aspi, App, Appi, Sunia, Uniat), anche se a Firenze – dove la novità è stata introdotta un anno fa – il costo si aggira intorno ai 60 euro. «Abbiamo cominciato a lavorare sul rinnovo degli accordi territoriali nel maggio scorso – spiega Roberto Balzarini, delegato di Confedilizia per l’Empolese Valdelsa – e in questi giorni abbiamo chiuso i documenti definitivi, che sono due: uno per Empoli e uno per gli altri comuni dell’Unione. Il 14 dicembre prossimo ci sarà la firma ufficiale da parte di tutti i soggetti che hanno partecipato alla stesura. Per quanto riguarda Empoli gli importi sono rimasti praticamente gli stessi, ritoccando al ribasso i minimi per tutte le zone. Mentre per gli altri comuni, abbiamo provveduto ad adeguare le tariffe sulla base dei valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi)».

Per poter sottoscrivere un contratto di affitto a canone concordato è necessario rientrare nelle soglie previste dagli accordi territoriali. Soglie che cambiano in base al comune, alla zona e alla tipologia abitativa. Per ciascuna categoria sono previsti valori massimi al metro quadrato, che non si possono sforare. Insomma, si tiene il prezzo più basso rispetto a quello di mercato. Ma in cambio si ottengono delle agevolazioni. Come, ad esempio, la cedolare secca al 10% che sostituisce tutte le tasse e le imposte, che devono invece pagare i proprietari che decidono di affittare la propria abitazione senza vincoli: Irpef e addizionali, imposte di bollo e di registro. O le facilitazioni sull’imposta municipale unica, che rimane in vigore per tutti gli immobili diversi dalla prima casa. Per quanto riguarda la cedolare secca, l’unico comune che può beneficiarne in quanto considerato ad alta densità abitativa è Empoli. Per gli altri la possibilità è stata introdotta nel 2014 con il decreto casa – per tutti i comuni che abbiano dichiarato lo stato di emergenza per calamità naturali – ma terminerà, se non verrà prorogata, a fine 2019. —

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