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maltrattamenti

Codice rosa per 33 donne vittime di violenza in 9 mesi a Empoli

Il presidente di Cna Marco Landi consegna alle responsabili del Centro aiuto donna Lilith una scarpetta in ceramica e una targa
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Il presidente di Cna Marco Landi consegna alle responsabili del Centro aiuto donna Lilith una scarpetta in ceramica e una targa

I dati allarmanti della Società della salute nell'ambito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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EMPOLI. Domenica 25 novembre, nell’ambito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si è svolto a Empoli un presidio in piazza della Vittoria; in piazza dei Leoni, invece, nell’ambito di Giro Goloso, Cna ha premiato il Centro Aiuto Donna Lilith. . A margine delle tante iniziative nel circondario, la Società della salute Empolese Valdarno Valdelsa ha fatto un bilancio sulle politiche di contrasto alla violenza di genere messe in atto nel territorio dell’ex Asl 11. «Quello appena passato è stato un anno di lavoro intenso – spiega il suo direttore Franco Doni – che i servizi della Sds hanno condiviso con i Centri antiviolenza e in cui sono stati realizzati tanti obiettivi lungo tre direttive: strutturazione delle Reti antiviolenza, potenziamento dei servizi e nuovi progetti. Le “reti” sono lo strumento per potenziare la capacità di dare risposte alle donne che hanno subito violenza e ai loro figli. Lo facciamo attraverso un sistema di servizi coordinato che opera in modo stabile coi Centri Antiviolenza e garantisce protezione, assistenza, sicurezza, supporto economico, lavorativo e di autonomia abitativa. Sono modelli di intervento innovativi tesi a creare un sistema consolidato di sostegno delle vittime». Fra questi c’è il ‘Codice Rosa’ che garantisce una tempestiva e adeguata presa in carico delle vittime che si rivolgono al pronto soccorso a partire dal triage e fino all'accompagnamento ai servizi presenti sul territorio, allo scopo di elaborare un progetto personalizzato di fuoriuscita dalla esperienza di violenza subita.

I servizi sociali della zona Sds nel 2017 hanno seguito con progetti di protezione e sostegno 65 donne vittime di violenza e 37 bambini vittime di violenza assistita. Di queste, 18 madri e 28 minori, sono stati accolti in strutture di protezione. I dati nel 2018 confermano un trend in aumento che attesta la capacità della rete di sostenere il processo di emersione. Anche il dato del Codice Rosa sembra confermare il trend in aumento, da gennaio a settembre 2018, nella zona si registrano 33 nuovi casi di donne che si sono rivolte al pronto soccorso e hanno accettato di essere seguite dai servizi sociali. Oltre al Codice Rosa sono attivi sul territorio i centri antiviolenza, i servizi sociali e sanitari territoriali, il Servizio emergenza sociale (Seus), il Centro ascolto uomini maltrattanti (Cam), Satis (rete antitratta), Nosotras (donne migranti), il Centro per l’impiego, ovviamente forze dell'ordine e autorità giudiziaria, ma un ruolo importante lo ha anche la scuola. 

Tra i progetti attivati dalla Sds c’è #Donnealcentro, finanziato con 58.000 euro da Regione e Città Metropolitana e rivolto ai due centri Lilith (casa di accoglienza con 5 posti per donne che cercano di recuperare autonomia) e Frida (ad alta protezione per un totale di 6 posti). Altri progetti: ‘Libere’, per il reinserimento lavorativo e l’autonomia; ‘Forza4, per proteggere e supportare i minori vittime e/o testimoni di violenza in famiglia e gli orfani speciali; Cam-biamenti, che coinvolge il Centro ascolto uomini maltrattanti. A disposizione 2 Centri Antiviolenza (Lilith e Frida), 17 sportelli di ascolto, 5 case rifugio, 2 case di seconda accoglienza per l’autonomia e poi ovviamente i servizi sociali. I Centri hanno segnalato 25 donne che poi sono entrate nel circuito, con contributo, formazione, tirocini e poi lavoro.


 

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