Il Tirreno

Empoli

Suore chiuse in cappella e derubate durante la messa - Video

Marco Sabia
Suor Giovanna davanti alla cappella del monastero di San Salvatore (foto Carlo Sestini)
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Suor Giovanna davanti alla cappella del monastero di San Salvatore (foto Carlo Sestini)

A Fucecchio i ladri portano via 10.000 euro dal monastero delle clarisse. Una monaca libera le altre aprendo la serratura con le forbici. Rubati anche un calice da messa e 20 litri d'olio

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FUCECCHIO. Derubate di tutto quello che avevano mentre erano a messa. Per le monache clarisse quella di giovedì non è stata una giornata da ricordare: mentre pregavano durante la messa delle 18, qualcuno ha rubato nel loro convento e poi le ha chiuse all’interno della cappella.

Probabilmente dopo esser passati dal retro, i ladri – non se ne conosce il numero – hanno aperto un portone, hanno rotto la serratura di una cella e sono entrati dentro, mettendo tutto a soqquadro, portandosi a casa un bottino ragguardevole, circa 10.000 euro in contanti, che le monache avrebbero usato per sistemare le finestre del convento e per esigenze mediche. I ladri hanno rubato anche un calice che apparteneva a don Mario Santucci, parroco della vicina parrocchia di Santa Maria delle Vedute, morto nel 2006. I ladri pensavano probabilmente che fosse in oro, visto il colore, ma il calice era placcato. Un bicchiere sacro, però, dal valore affettivo inestimabile, visto quanto don Mario era – ed è tutt’ora – amato dai fucecchiesi.

I ladri hanno poi rubato anche 4 fiaschette d’olio da 5 litri ciascuna. Olio che era stato acquistato nelle ore precedenti e che fa pensare una volta di più che le monache siano state seguite e controllate nei loro movimenti. Ieri le monache hanno presentato denuncia. È suor Giovanna Battista a raccontare quello che le è successo: «Eravamo alla messa e non ci siamo accorte di nulla. Abbiamo capito che c’era qualcosa di strano quando abbiamo provato ad uscire, alla fine della messa, e non ci riuscivamo. Poi una sorella, con l’aiuto di un paio di forbici, è riuscita a sbloccare la serratura e siamo uscite dalla cappellina. Tornando in monastero abbiamo capito che qualcosa non tornava: il computer era stato spostato, i cassetti erano tutti fuori posto. Quei soldi ci sarebbero serviti per sistemare le finestre e per altre nostre spese. E’ un brutto colpo».

L’episodio è accaduto sulla sommità di Fucecchio, su quel Poggio Salamartano che regala una delle viste più belle del Valdarno. Siamo a metà strada fra Pisa e Firenze, a due passi dalla casa che diede i natali a Indro Montanelli. In questo monastero le monache rimaste sono cinque e offrono ospitalità alle persone in difficoltà, dando un tetto e un letto a chi all’improvviso si trova senza un posto dove dormire o senza un pasto caldo da mangiare.

Le monache, votate a San Francesco e a Santa Chiara d’Assisi, dedicano anche spazio alla preghiera contemplativa ed è proprio in uno di quei tanti momenti di riflessione e preghiera che i ladri sono entrati in scena. A Fucecchio, nel frattempo, la società civile si è mossa per aiutare le monache, raccogliendo fondi. Nella città dei Montanelli (il triumviro Giuseppe e il giornalista Indro) c’è il Palio e due contrade – Sant’Andrea e Massarella - si sono già messe a disposizione per sostenere le clarisse nel momento del bisogno, donando generi alimentari o raccogliendo soldi. E don Andrea Cristiani, delegato episcopale della città, ha deciso di indire una raccolta speciale domani durante la celebrazione delle messe nella parrocchia della Collegiata, accanto al monastero, sempre a sostegno delle suore.

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