Il Tirreno

Empoli

Sarà assegnato domenica ed è stato realizzato dal castellano  Eugenio Simoncini che guida la bottega di famiglia fondata nel 1949 

Il premio per il Giro d’Italia d’epoca è un telaio artigianale gambassino

Il premio per il Giro d’Italia d’epoca è un telaio artigianale gambassino

lavoro e sportIl Giro d’Italia d’epoca è una rassegna di pedalate ciclostoriche non competitive che, in sedici tappe durante l’anno, attraversa tutta l’Italia. L’edizione del 2018, ormai conclusasi,...

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Il Giro d’Italia d’epoca è una rassegna di pedalate ciclostoriche non competitive che, in sedici tappe durante l’anno, attraversa tutta l’Italia. L’edizione del 2018, ormai conclusasi, avrà il suo evento finale domenica a Bagnacavallo, Ravenna, con la presentazione del calendario 2019 e la premiazione di alcuni partecipanti estratti a sorte. Quale miglior premio di un telaio da bicicletta, moderno e resistente, fatto in maniera identica ai telai degli anni Settanta? Ecco quindi che un premio sarà donato dalla Simoncini Telai, di Gambassi Terme. Ancora una volta l’artigianato della Valdelsa si fa notare a livello nazionale. Il telaio, prodotto dal castellano Eugenio Simoncini, è stato rifinito con una verniciatura che riprende i colori ufficiali della maglia del Giro d’Italia d’Epoca.

Il telaio sarà messo in palio domenica prossima, con grande soddisfazione degli organizzatori dell’evento che hanno invitato Simoncini a offrire il suo contributo. Il castellano va a far parte di un gruppo di sponsor di altissimo livello: Campagnolo, Brooks, 3M Caverni, tra gli altri.

Soddisfatto Eugenio Simoncini: «È per me un grande piacere sia contribuire con un telaio, che partecipare all’evento. Il mondo delle ciclostoriche si sta diffondendo sempre più, e va detto che ha avuto “origine” a pochissimi chilometri da noi. Contribuisce a una sana cultura della bicicletta e del rispetto, speriamo di vedere qualcosa di simile presto anche in Valdelsa».

La bottega artigiana fu fondata nel 1949 da Renato Simoncini, nato a Castelfiorentino e vissuto in parte in Francia durante la dittatura fascista. Prima aveva lavorato alla Pignone, dove costruivano macchine di precisione, e aveva fatto apprendistato da Caparrini, anche lui telaista a Castelfiorentino. Ciclista amatore, nel 1948 si costruì il telaio per la bicicletta che lo avrebbe accompagnato tutta la vita. La bottega artigiana esistente adesso fu aperta nel 1973, ed è stata gestita da suo figlio Orlando Simoncini fino al 2016. Dal 2017, la produzione è passata ad Eugenio, figlio di Orlando. Fino agli anni Novanta produceva quasi esclusivamente per conto terzi. Oggi realizza ogni tipo di telaio, per clienti diretti, per il mercato estero, per botteghe e piccoli produttori. —

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