Sicurezza
Ispettori e Nas all’ospedale per indagare sulla morte del feto
Incinta al nono mese perde il bimbo poche ore dopo essere stata dimessa Medici, infermieri e vertici Asl sentiti da commissione ministeriale e carabinieri
EMPOLI
Un’altra inchiesta. Dopo quelle già avviate dall’azienda sanitaria e dalla Regione, ieri mattina gli ispettori del Ministero della salute si sono presentati all’ospedale San Giuseppe di Empoli per sentire gli addetti ai lavori coinvolti nella vicenda e acquisire i documenti sulla morte fetale intrauterina, avvenuta sabato scorso. Con loro anche gli uomini del nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri.
Tutto questo per valutare l’adeguatezza delle procedure seguite per l’empolese di 37 anni che, alla trentaseiesima settimana di gravidanza, ha abortito dopo essere stata dimessa dall’ospedale San Giuseppe.
La donna, venerdì scorso, ha accusato dolori addominali. Intorno alle 18.30 si è presentata al pronto soccorso (spiegando alla specialista ginecologa di avere problemi gastrointestinali da tre giorni) dove le hanno fatto il tracciato cardiotografico e l’ecografia. Non sono emerse anomalie ed è stata rimandata a casa. Ma con il passare delle ore le sue condizioni sono peggiorate e in nottata si è ripresentata all’ospedale dove è stata sottoposta a nuovi accertamenti, con esito drammatico: i medici le hanno riscontrato un’emorragia e la morte del feto. A quel punto è stata sottoposta a un cesareo in emergenza. La donna è stata dimessa ieri.
L’azienda sanitaria ha disposto il riscontro diagnostico, esame eseguito domenica scorsa a Pisa, per risalire alla causa della morte (i risultati arriveranno tra poco più di un mese) e nel frattempo ha attivato il percorso del rischio clinico, con una commissione interna incaricata di effettuare gli accertamenti sulle procedure adottate e capire se il tragico epilogo poteva essere evitato. Contemporaneamente si è mossa anche la Regione, con l’assessora Stefania Saccardi che ha nominato un gruppo di esperti, con lo stesso compito.
E ieri mattina, insieme ai carabinieri del Nas, è entrata in scena anche la commissione ministeriale, che è arrivata al San Giuseppe per sentire gli operatori coinvolti ed esaminare la documentazione agli atti: «Erano presenti – spiega l’Asl in una nota – la direzione sanitaria aziendale e quella del presidio, i direttori delle strutture operative di ostetricia e ginecologia e ostetricia professionale, oltre ai responsabili del rischio clinico regionale e aziendale. L’Azienda ha collaborato mettendo in evidenza i fatti come sono avvenuti, fornendo la documentazione richiesta e lo ha fatto con tutti i professionisti che sono stati coinvolti, a vario titolo, nel percorso assistenziale della paziente».
Una delle ipotesi al vaglio è che si sia verificata una piccola lacerazione del tessuto dell’utero, causando dolori alla donna (che si è recata una prima volta al pronto soccorso) senza una evidente perdita di sangue. Poi, con il passare delle ore, l’emorragia è andata avanti, fino a far precipitare la situazione. —
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