Il Tirreno

Empoli

OPERAZIONE “PANE E FARINA” 

Lite di coppia fa scoprire il giro di cocaina Arrestati padre, figlio, nipote e un “socio”

Francesco Turchi
Lite di coppia fa scoprire il giro di cocaina Arrestati padre, figlio, nipote e un “socio”

Lei per vendicarsi chiama i carabinieri e fa trovare 40 grammi di droga: «È del mio compagno». Sgominata l’intera banda

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

Il padre andava a rifornirsi in Albania e una volta tornato a Empoli si occupava del confezionamento delle dosi. Che poi venivano piazzate sul mercato dal figlio e dal nipote, ma anche da un “socio” in affari, che garantiva lo smercio – anche con l’aiuto della compagna – a San Miniato e dintorni. È questo il quadro emerso dall’operazione “Pane e farina” condotta dai carabinieri della compagnia di Empoli guidati dal capitano Giorgio Guerrini, e coordinati dal pm Eligio Paolini, che ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari, disposte dal gip Gianluca Mancuso. In manette gli albanesi Liman Dana, 54 anni, il figlio Arjan Dana, 29 anni, e il nipote Fabion Ismaili, 23 anni. In carcere anche l’italiano Alfonso Baldetti Di Villanova, 44 anni, anche lui residente a Empoli, dipendente di un panificio di San Miniato, mentre alla sua compagna Maria Esposito, 41 anni, è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; denunciato per favoreggiamento un altro quarantaquettrenne, di San Miniato. Il reato contestato ai tre albanesi è l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti; Baldetti è invece accusato di aver ceduto stupefacente a diversi clienti, talvolta con la complicità della compagna che, in un caso, ha effettuato materialmente la cessione.



Tutto è cominciato nell’aprile 2016, quando i carabinieri della compagnia di Napoli Vomero sequestrano, nell’ambito dell’operazione “Caronte”, 100 grammi di cocaina a Baldetti, che viene arrestato e poi scarcerato; passa un mese, viene trovato in possesso di altri 90 grammi della stessa sostanza e finisce di nuovo in carcere. Tornato a casa a Empoli, a luglio litiga con la compagna, Maria Esposito, che decide di vendicarsi. Telefona ai carabinieri (mentre lui è a lavoro): «Venite a casa mia, subito». E consegna loro un pacco contenente 40 grammi di cocaina: «Questa è del mio convivente». Dalla perquisizione domiciliare spuntano altri 12 grammi e una bilancina di precisione. Nel frattempo Baldetti torna a casa e prova a scaricare la colpa sulla donna: «La droga è sua».



I militari empolesi pedinano e intercettano i due, scoprendo che muovono quotidianamente cospicui quantitativi di droga di ottima qualità a una clientela ristretta: una decina di soggetti in tutto (di varia estrazione sociale), con consegne anche a domicilio.



Gli accertamenti permettono di individuare anche il fornitore della coppia: è Liman Dana, che consegna a Baldetti quantitativi variabili, da 10 a 50 grammi, poi piazzati dal pusher – sempre secondo quanto è emerso dalle indagini – sul mercato sanminiatese, ma anche a Fucecchio e a Cerreto Guidi. Quello empolese è invece gestito dai cugini Arjan Dana e Fabion Ismaili, rispettivamente figlio e nipote di Liman, che si muovono in città in bicicletta e riforniscono i tossicodipendenti, soprattutto nei pressi di circoli e bar; ma le consegne avvengono anche nell’abitazione degli spacciatori, a pochi passi dalla centralissima piazza Matteotti a Empoli.



I fatti contestati risalgono al periodo luglio-dicembre 2016. Secondo quanto è emerso, il gruppo incassava oltre 10.000 euro al mese (in media 400 euro al giorno), frutto della vendita quotidiana di 4-5 dosi. I due cugini erano già stati arrestati dalla guardia di finanza, che nell’aprile scorso li aveva bloccati nella zona del centro commerciale di Santa Maria, in possesso di 150 grammi di cocaina. Ieri mattina è scattato il blitz, col supporto dell’unità cinofila. E in casa degli albanesi sono spuntati altri quindici grammi di eroina, in parte già suddivisa in dosi. Nel corso dell’attività, i carabinieri hanno anche denunciato per favoreggiamento un sanminiatese di 44 anni: nell’ottobre 2016, quando vide un posto di blocco, riuscì a disfarsi della droga; una volta superato il controllo telefonò al fornitore per metterlo in guardia dalla presenza di “spie”. –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini