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La pieve romanica amata in Usa rischia di franare: chiusa al pubblico - Foto

Alessandro Marmugi
La pieve di Monterappoli (foto Agenzia Carlo Sestini)
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La pieve di Monterappoli (foto Agenzia Carlo Sestini)

Empoli: sono comparse profonde crepe soprattutto nella sacrestia. Il parroco è in attesa di una risposta da parte della diocesi

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EMPOLI. L’ultima messa sarà celebrata domani mattina. Poi le porte resteranno chiuse. Troppi rischi per i fedeli, la chiesa rischia di crollare. Così, la pieve di San Giovanni Evangelista a Monterappoli chiuderà i battenti fino a data da destinarsi. A comunicarlo di persona e attraverso dei fogli appesi nelle bacheche delle chiese della frazione è stato il parroco, don Vincenzo Mugnaini. I problemi strutturali dell’edificio che si trova in via Salaiola vanno ormai avanti da anni ma adesso la situazione è diventata insostenibile.

I problemi maggiori riguardano la sacrestia, risalente al 1700 e costruita successivamente alla pieve. I locali annessi alla chiesa sono attraversati da profonde crepe, proprio in un punto vicinissimo all’abside. E sono stati inseriti dei “bastoni” di legno per fermare le strutture. Problemi anche al soffitto visto che da diverso tempo piove sull’organo che si trova all’interno della chiesa. «Nell’ultimo periodo la situazione è decisamente peggiorata – spiega don Vincenzo – per questo motivo non possiamo più svolgerci delle celebrazioni. Abbiamo fatto fare una relazione ad un ingegnere che fa emergere problemi sul terreno sul quale è costruita la chiesa».

In poche parole il terreno, che affaccia sulla zona dell’Ormicello sta cedendo e i movimenti del suolo hanno creato le crepe e messo in pericolo le mura della sacrestia e la chiesa annessa. «Ho inviato questa relazione alla diocesi di Firenze, proprietaria dell’immobile – spiega ancora don Vincenzo – adesso aspettiamo che vengano a visionare la situazione e a individuare il tipo di lavori che devono essere effettuati». Nel frattempo però la chiesa sarà off limits. Un vero peccato, perché la pieve di San Giovanni è un vero gioiello adagiato sulle colline empolesi ed un luogo simbolo per tutti i monterappolesi. Costruita poco dopo il 1.100, dall’architetto Magister Bonseri, è stato un vero e proprio prototipo per molti altri edifici di poco posteriori siti soprattutto in Valdelsa. Tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70 è stata restaurata. Proprio da questa pieve proviene la tavola con la Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Domitilla di Rossello di Jacopo Franchi, che risale alla metà del 400 e attualmente esposta nel Museo della Collegiata di Sant'Andrea a Empoli. Ma oltre al valore architettonico e simbolico la pieve ha anche un valore pratico. Qui, ogni domenica, viene celebrata la messa delle ore 10 ed è quasi sempre sede delle celebrazioni più importanti come cresime, comunioni e matrimoni. Celebrazioni che adesso saranno spostate nell’altra chiesa del paese, quella di San Lorenzo. In tanti si sono sposati nella pieve, proprio un anno fa era arrivata addirittura una coppia dall’America per unirsi in matrimonio all’interno di questa storico edificio, due infermieri texani Simon Sales e Nadia Alameddin che da Houston avevano scelto Monterappoli per sposarsi. «Il borgo è un luogo speciale – avevano raccontano i due innamorati al nostro giornale – ce ne siamo innamorati non appena lo abbiamo visitato per la prima volta, circa due anni fa. È il nostro posto del cuore. Per noi celebrare il matrimonio in un edificio che ha quasi un millennio di storia è un sogno. In queste terre c'è una sorta di magia che continua a stregarci». Domani però, la chiesa dove si è coronato il loro sogno d’amore, dove migliaia di Monterappolesi ed empolesi hanno vissuto momenti indimenticabili della loro vita non accoglierà più nessuno. Sperando che il portone si riapra il più velocemente possibile. —
 

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