Gioco
Ignora i confini e fa nascere un’amicizia Italia-Francia: la lezione di un palloncino
Vola per 650 chilometri fino a casa di un imprenditore a Montespertoli, che lo rispedisce alla scuola. I bimbi gli scrivono una lettera: «Grazie»
MONTESPERTOLI. In un periodo in cui le frontiere si fanno sempre più chiuse, può accadere che un palloncino lanciato da un bambino francese finisca a casa di un imprenditore di Montespertoli.
Il quale, accortosi dell’unicità di quanto accaduto, “accetta l’invito” e scrive alla scuola francese frequentata dal giovane Thèo. Chissà che sorpresa deve essere stata per questo ragazzino di Sant-Didier-de-la-Tour ricevere la risposta da un uomo che vive in linea d’aria a 650 chilometri, in un paese della Valdelsa che probabilmente Thèo non avrebbe mai visitato né conosciuto nella sua vita. Perché da un palloncino con bigliettino annesso, può nascere un’amicizia. «Se potete – aveva scritto – rispeditemi il biglietto per calcolare la distanza che ha percorso il mio palloncino, grazie». Il palloncino rosso era finito nel bosco che circonda l’abitazione di Simone Campinoti, il quale per caso ne aveva trovato i resti. Incuriosito, non ha fatto altro che rispondere al piccolo Thèo. Nell’imprenditore c’era la voglia di coltivare questo rapporto nato per caso, frutto del vento e delle correnti che hanno trasportato il palloncino a Montespertoli da questo Comune di 1800 anime situato a circa 150 chilometri dal confine italiano. E in questi giorni il cerchio si è chiuso: la storia di Thèo e del suo “palloncino magico” è finita anche sulla stampa francese, mentre Campinoti ha voluto condividere la risposta arrivata dalla Francia. Una lettera, scritta in italiano, seppur con qualche errore.
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Una lettera, però, tenera: «Vogliamo ringraziarla per aver rispedito il pallone di Thèo. Noi siamo molto felici di aver ricevuto le foto, lei è molto gentile. C’è un articolo sul giornale che racconta questa bella storia». E poi, sotto, tutte le firme dei bimbi della classe. «Quando ho ricevuto la risposta, è stato un tuffo al cuore. È stato commovente, bellissimo. È la dimostrazione che i bambini riescono a superare anche i confini che noi continuiamo a chiudere sempre di più. Questa storia è frutto di una serie incredibile di circostanze: c’era forse una possibilità su un miliardo che quel palloncino finisse proprio vicino a casa mia. Forse è un segno del destino, questo palloncino ha fatto il percorso inverso rispetto a Leonardo da Vinci. Potrei andare a conoscere questo ragazzino in Francia. Intanto potremmo organizzare qualcosa noi: penso, ad esempio, ad invitarli qua e a lanciare tutti assieme dei palloncini, in segno di amicizia e fratellanza».
Un gemellaggio che nasce... da un palloncino. Sarebbe la dimostrazione che i muri – come i confini – per quanto possano essere alti, si possono superare o scavalcare. E che da un oggetto apparentemente inutile – il palloncino – può nascere un qualcosa di profondo.
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