Lutto
Due rapine con la pistola in mezz’ora: condannato a sei anni e quattro mesi
FUCECCHIOEra uscito da pochi mesi dal carcere. Dopo aver scontato la condanna per una serie di rapine a mano armata, messe a segno insieme al fratello tra la Valdinievole e la Piana lucchese. E...
FUCECCHIO
Era uscito da pochi mesi dal carcere. Dopo aver scontato la condanna per una serie di rapine a mano armata, messe a segno insieme al fratello tra la Valdinievole e la Piana lucchese. E dietro le sbarre, il 6 giugno scorso, Stefano Tangari c’è tornato nuovamente, poche ore dopo aver commesso due nuovi colpi, sempre pistola in pugno: in una tabaccheria di Chiesina Uzzanese prima, e in una farmacia di Galleno appena mezz’ora dopo.
Ieri mattina, il 34enne pesciatino – residente a San Concordio di Lucca e attualmente ai domiciliari ad Altopascio, in casa dei genitori – per quelle due rapine è stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione dal giudice delle indagini preliminari di Pistoia, di fronte al quale è stato processato con il giudizio immediato. Una pena che avrebbe potuto essere ancor più pesante se l’imputato non avesse chiesto il rito abbreviato, ottenendo così lo sconto di un terzo. Oltre che di rapina, Tangari era accusato di detenzione e di porto illegale della pistola utilizzata nei due colpi, e anche della ricettazione della stessa: l’arma, una Beretta calibro 9, era stata rubata a Castagneto Carducci. In sella alla sua moto da enduro, attorno a mezzogiorno del 6 giugno scorso Tangari era arrivato davanti alla a ricevitoria-tabaccheria “La Tartaruga” di Chiesina. Casco in testa e volto coperto, aveva minacciato con la pistola le due commesse e si era fatto consegnare l’incasso. Per poi dileguarsi a tutta velocità.
Da lì aveva raggiunto Galleno. Suo obiettivo, la Farmacia Sorini. Una volta all’interno (erano circa le 12,45), aveva dapprima invitato una mamma a far voltare la figlioletta che era con lei, per non farla assistere a ciò che stava per succedere, quindi, alzandosi la maglia, aveva fatto vedere ai 4 dipendenti la pistola che aveva infilata nella cintura. Facendosi consegnare i soldi della cassa: circa 500 euro. E con il bottino in tasca, se n’era andato verso casa, ad Altopascio, in località Tronci. Dove, poche ore dopo, era finito in manette, grazie all’intuito di un maresciallo dei carabinieri che nei video registrati dall’impianto di sorveglianza della farmacia aveva riconosciuto la fisionomia del ben noto rapinatore seriale. Scattata la perquisizione domiciliare, erano saltati fuori la pistola e i vestiti indossati nei due colpi. —
MASSIMO DONATI
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