Il Tirreno

Empoli

distrutta nel XIII secolo 

Con il georadar per trovare i resti di Semifonte

Stamani un convegno per la presentazione della campagna di ricerca in collaborazione  con esperti di zona e polacchi 

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CERTALDO

Si torna a parlare di Semifonte, stamani alle 9,30, nella chiesa dei SS. Tommaso e Prospero, con l’incontro “Il Progetto Semifonte - presentazione della campagna 2018 - ricerca, didattica e comunicazione nel loro contesto”. L’iniziativa servirà a fare il punto sulle indagini su una delle aree archeologiche più ambite dagli studiosi, che si svolgono attraverso la collaborazione del team di archeologi fiorentini e polacchi, condotto dal professor Guido Vannini, sostenuto dalla volontà delle amministrazioni comunali di Barberino Val d’Elsa e di Certaldo, con il supporto del Consiglio regionale della Toscana, del gruppo archeologico Achu e del CNR, per valorizzare insieme l’area di Semifonte sul piano storico-culturale e turistico.

Semifonte era una città fortificata, la cui presenza, in prossimità delle grandi vie di comunicazione del tempo, veniva vista come un ostacolo dalle grandi città dell’epoca. Fu rasa al suolo agli inizi del XIII secolo dall’esercito fiorentino, ma sul territorio sono rimangono tuttora, a vari livelli di profondità, i resti archeologici, situati prevalentemente nel territorio del Comune di Certaldo.

Semifonte viene però ricordata simbolicamente, dal 1597, dal memoriale della Cupola di San Michele Arcangelo, situata nel Comune di Barberino Val d’Elsa al confine con Certaldo, una piccola cappella a pianta ottagonale, coronata da una cupola, che riproduce esattamente quella della Cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore in proporzioni di 1 a 8, realizzata su progetto di Santi di Tito.

«Fin dal 2015, con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, le amministrazioni comunali hanno rinnovato il loro impegno per Semifonte - spiega il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini - per la riscoperta e valorizzazione di questo patrimonio culturale. Il progetto di prospezione e ricerca archeologica va in questa direzione: accrescere le informazioni su quest’area per poter valutare interventi di valorizzazione futuri».

«E’ il secondo atto di un importante progetto di rete – spiega il sindaco di Barberino Val d’Elsa Giacomo Trentanovi – nato dalla fusione di obiettivi istituzionali e percorsi di ricerca di rilievo internazionale. L’obiettivo è identificare le origini e ricostruire i tasselli mancanti di quella pagina di storia valdelsana ancora avvolta nel mistero, ai confini con la realtà; realizzare un’importante opera di diffusione della conoscenza di uno dei tesori del nostro territorio attraverso uno studio che si avvale di strumentazioni sofisticate e innovative come il georadar». —



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