Il Tirreno

Empoli

sanità 

Maxi-risarcimento da 340mila euro per una paziente dell’ex Asl 11

Marco Sabia
Una veduta dell'ospedale di Empoli (Foto d'archivio)
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Una veduta dell'ospedale di Empoli (Foto d'archivio)

Empoli: sentenza del tribunale civile a favore di una donna che aveva citato per danni l’azienda sanitaria e un medico

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EMPOLI. Trecentoquarantamila euro di risarcimento danni, ad una donna che si era rivolta alle strutture dell’ ex Asl 11 di Empoli nel 2012. A stabilirlo è una sentenza del tribunale civile di Firenze, che ha condannato in sede civile l’Asl Toscana Centro (che ha inglobato la vecchia azienda sanitaria empolese).

I fatti sono contenuti in una delibera (la 1298 del 2018) del direttore generale della Asl Paolo Morello Marchese, visibile all’albo pretorio della macro azienda sanitaria. Il 5 settembre 2012 una donna ha notificato all’Asl 11 di Empoli l’atto di citazione in tribunale per la richiesta danni; atto poi preso in carico dal comitato gestione sinistri di Empoli il 21 dicembre dello stesso anno. L'atto di citazione in questione è stato notificato anche ad un medico dipendente della Asl 11. Nella delibera in questione non si fa riferimento a cosa abbia portato alla richiesta di risarcimento, se sia stata una diagnosi sbagliata o un’operazione che è andata male. Si parla, soltanto, di danno non patrimoniale, cioè non al patrimonio ma alla persona stessa. E l'Asl - interpellata in merito per ricostruire la vicenda- non ha ancora fornito informazioni.

Il procedimento in sede civile è partito nel 2013 al tribunale di Firenze. Nella sentenza del tribunale – la numero 1256 del 2018 – Asl e medico vengono condannati in solido a corrispondere alla donna che li aveva citati la somma di 280.000 euro per danno non patrimoniale. In solido, cioè che il creditore (in questo caso la donna), può chiedere al medico o alla Asl di corrispondergli per intero la somma. Sarà poi la parte “che paga” a rifarsi sull’altra che è stata condannata con lei. Il tribunale, poi, ha disposto la rivalutazione della somma richiesta, con l’aggiunta delle spese legali e delle consulenze tecniche. Aggiungendo tutte le spese e gli interessi la somma sale fino a 340.000 euro.

Il medico in questione ha fatto ricorso in appello, con istanza di sospensione verso la sentenza del tribunale. Che, traducendo, vuol dire che il medico ha chiesto di sospendere l’esecutività della sentenza, che dispone il pagamento degli oltre 300.000 euro. L’Asl, dopo aver ricevuto una mail dall’avvocato della donna nella quale si chiedeva di versare la somma, ha invece deciso di pagare. Questo perchè l’azienda «ritiene, al fine di evitare il maturare di ulteriori interessi di mora di dover provvedere al pagamento della somma, senza che ciò costituisca acquiescenza alcuna alla decisione in argomento». E, oltre a questo l’azienda sanitaria Toscana centro farà appello e potrà così richiedere le somme corrisposte all’esito del giudizio. L’Asl, infatti, pagherà subito il risarcimento perché le sentenze civili di primo grado sono esecutive. E poi farà ricorso in appello. —
 

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