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Acqua troppo inquinata con fosforo e ammoniaca pesci del Padule a rischio

MARCO SABIA
Acqua troppo inquinata con fosforo e ammoniaca pesci del Padule a rischio

Report di Arpat per monitorare le condizioni in cui vivono le specie ittiche, scarsa anche la percentuale di ossigeno 

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FUCECCHIO

Acqua non conforme per la vita di pesci come carpe, cavedani, carassi, lucci, anguille, siluri, pesci gatto e altri ancora, tutti appartenenti alla grande famiglia dei ciprinidi. E’ questo uno dei dati più significativi del report di Arpat (relativo al 2018) sulle condizioni delle acque destinate alla vita delle specie ittiche. Report che ha analizzato anche le acque del Padule, la più estesa area umida d’Italia. E che evidenziato condizioni non buone per le specie ittiche che lo popolano, colpite da inquinamento e scarso approvvigionamento idrico, soprattutto nelle stagioni calde, quando il Padule si asciuga. L’acqua del Padule risulta non conforme e nel mirino ci sono finiti 3 fattori: ammoniaca, fosforo (la cui presenza causa molti problemi di qualità dell'acqua compreso l'aumento dei costi di depurazione) e Bod, una misura indiretta del contenuto di materia organica biodegradabile presente in un campione d'acqua o soluzione acquosa. E’ uno dei parametri più in uso per stimare il carico inquinante delle acque reflue e la quantità di ossigeno presente. I pesci che “soffrono” sono stati tutti introdotti, ad accezione dell’autoctono cavedano: le carpe e i carassi in antichità, la pseudorasbora di recente; si tratta di specie dallo scarso valore ecologico ma che comunque portano i segni dell’habitat in cui vivono, cioè l’acqua del Padule. Le tinche, invece, sono praticamente sparite, mentre le anguille sono sempre meno. Sono in generale pesci molto resistenti, che si nutrono sul fondo. E che sono stati dichiarati non commestibili. Riguardo alle condizioni delle acque del Padule, si mantengono non conformi come nel triennio 2014-2016 e la tendenza nel breve termine è considerata stabile.

Arpat svolge un'attività di monitoraggio ambientale a 360 gradi delle risorse idriche della Toscana, controllando la qualità delle acque superficiali (fiumi e laghi), delle acque di balneazione (laghi e coste), delle acque marino-costiere, delle acque sotterranee, delle acque fluviali per l'idoneità alla vita dei pesci, delle acque marine per l'idoneità alla vita dei molluschi, delle acque superficiali destinate alla potabilizzazione. —

MARCO SABIA

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