Sicurezza
Offese su Facebook, Cioni rischia sanzioni disciplinari
Il magistrato esprime la sua solidarietà a don Biancalani «Noi portatori di valori morali e caritatevoli». Il consigliere comunale: incontrerò il parroco
VINCI
La Misericordia di Vinci ha aperto un’istruttoria interna nei confronti del suo dipendente Matteo Cioni, consigliere comunale di Forza Italia, che nei giorni scorsi ha offeso su Facebook don Massimo Biancalani, il parroco in prima linea nell’accoglienza dei migranti. «In relazione all’episodio che ha visto protagonista un nostro dipendente – scrive il governatore Paolo Bruni – il magistrato della Misericordia di Vinci, nel sottolineare il netto e inequivocabile dissenso per quanto pubblicato, ribadisce che la Misericordia è portatrice di valori morali e caritatevoli che individuano nell’accoglienza e nel sostegno ai più deboli l’essenza del messaggio cristiano. Esprime la propria solidarietà al parroco di Vicofaro, don Biancalani e stigmatizza quanto scritto a suo carico. È in corso da parte di questo magistrato un’istruttoria interna per addivenire, ove ricorrano gli estremi, a provvedimenti disciplinari nei confronti dle proprio dipendente».
Il caso era esploso martedì sera. Un utente di Facebook, aveva scritto sulla sua bacheca: «Da uno a dieci, quanto vi dispiace che sia stato chiuso il centro accoglienza di don Biancalani?». Il tutto in riferimento alla chiusura temporanea della struttura (che ospitava 12 migranti), disposta dalla prefettura per ragioni di sicurezza dopo un sopralluogo di Asl e vigili del fuoco. Cioni aveva risposto con un volgare riferimento alla sodomia: «E ora chi lo...? ».
Poi il commento era sparito. Lo stesso consigliere comunale ha poi raccontato la sua versione a Il Tirreno, sostenendo che il messaggio era partito per errore. «Quando ho letto la domanda, volevo rispondere elencando tutte le offese che quel sacerdote ha ricevuto in questi mesi per il suo spirito di accoglienza. E poi chiedere, appunto, il perché di tutto questo». Ma una serie di coincidenze sfortunate, sempre secondo Cioni, hanno ribaltato la sua volontà: «Ho scritto le prime parole, poi ho ricevuto una telefonata. E il commento è partito così com’era. Dopo alcuni minuti mi ha mandato un messaggio un amico: ha letto la frase e mi ha chiesto spiegazioni. A quel punto mi sono reso conto dell’accaduto e ho eliminato il commento. Non volevo offendere nessuno. Ho sbagliato ma ho rimediato quasi subito». L’avvocato di don Biancalani, Stefano Lorenzetti, ha poi annunciato che sporgerà per conto del suo assistito una querela per diffamazione nei confronti di Cioni. Che, dal canto suo, ha poi raccontato di aver telefonato al parroco: «Nei prossimi giorni – assicura Cioni – ci incontreremo e sarà l’occasione per chiarire l’accaduto». —
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