Gioco
Arte, chiarine e trionfi Porta Caracosta a caccia del tredicesimo cencio
campioni in caricaSara bruniI colori bianconeri di Porta Caracosta sono quelli della contrada del palio del Cerro che forse più di altre ha saputo varcare i confini cittadini. Sulle proprie bandiere...
campioni in carica
Sara bruni
I colori bianconeri di Porta Caracosta sono quelli della contrada del palio del Cerro che forse più di altre ha saputo varcare i confini cittadini. Sulle proprie bandiere spicca lo scudo mediceo, poiché in questa contrada si trovano anche la villa e i ponti medicei, nonostante siano sempre stati considerati territorio “neutrale”.
La contrada prende il nome dalla porta di meridione dalla quale si accedeva al luogo detto Chiaracosta. Del feudo bianconero fa parte via della Libertà nel centro storico, dove si trova la sede della contrada. Da qualche anno infatti i bianconeri gravitano intorno alle Cantine del Verdi, che sono state riaperte proprio dai contradaioli bianconeri dopo anni di inattività e dove sono organizzate mostre di pittura.
Qui sono conservati i drappi, tra cui quello della pittrice empolese Bruna Scali, vinti sia al Palio del Cerro che al Palio dei Ragazzi e che quest’anno, eccezionalmente, si possono vedere in mostra nelle cantine della Villa Medicea.
Dodici in tutto per Porta Caracosta i cenci conquistati al Palio del Cerro: nel 1972, nel 1978, nel 1982, nel 1983, nel 1985, nel 1991, nel 1995, nel 1996 e quindi, dopo un lungo digiuno che aveva portato la contrada ad essere considerata la “nonna” della manifestazione, nel 2010, 2011 (nella foto), 2015 e 2017. Inoltre ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti, tra i quali emerge il premio assegnato nel 1970 per “La contrada più bella” . Le cene della compagine bianconera sono a dir poco memorabili, se non altro per il gran numero di persone che più volte l’anno riesce a mettere a tavola. Tante e diverse le grandi passioni che hanno preso campo tra i sostenitori della contrada porta Caracosta. Bandiere e tamburi, insieme alle chiarine la fanno da padrone da ormai oltre un ventennio.
Le Fiamme di Porta Caracosta festeggiano nel 2018 il proprio 25° anniversario e lo fanno cercando di portare a casa il Primo premio indetto dall’associazione Pro Loco in memoria di Sergio Brotini, storico presidente della Pro Loco (dopo la prima prova parziale, in effetti il gruppo ha ricevuto il punteggio più alto). Il gruppo è affiliato alla Federazione italiana Sbandieratori ed organizza un importante trofeo estivo, dedicato a Isabella de’ Medici, che ormai ha superata le 20 edizioni. Oltre a questo, la contrada ha più volte organizzato il trofeo toscano musici e sbandieratori ed ha ottenuto negli anni onorevoli riconoscimenti. I bianconeri vantano infatti in bacheca due titoli nazionali di coreografia e un titolo come miglio sfilata al campionato nazionale musici e sbandieratori.
L’altra grande passione della compagine bianconera è l’arte. Nei cunicoli delle cantine del Verdi si svolgono infatti due volte l’anno mostre di artisti contemporanei, appuntamenti conosciuti e apprezzati in tutto il circondario. La squadra si presenta anche quest’anno agguerrita ai nastri di partenza, essendo la vincitrice della passata edizione. «In quest’ultimo anno ci siamo dati molto da fare. – spiega il presidente di Porta Caracosta, Rino Sabatini – È riconfermato sul palco il nostro capitano, Marco Pisano».
Nei giochi invece, c’è qualche cambiamento. «Abbiamo due nuovi ingressi in squadra – prosegue Sabatini – la dama dei cerchi e il corridore nella bigoncia. Il resto della squadra è lo stesso dell’anno passato, compresi balestriere e maestro d’armi. Ovviamente l’intento è quello di cambiare per fare sempre meglio e noi, anche quest’anno, saliamo sul palco per vincere e speriamo, il prossimo lunedì, si poter dire ancora “l’ultimo Palio è stato nostro”». —
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