Attenzione
Sgozzano pecore e capre in sette vengono denunciati
Controlli in due allevamenti a Empoli e a Castelfiorentino dove erano in corso macellazioni illecite per la festa del Sacrificio, gli animali non erano registrati
EMPOLI
Controlli dei carabinieri forestali ieri in occasione della festa islamica del Sacrificio, che prevede l'uccisione di capre e pecore per sgozzamento e senza stordimento. I militari hanno effettuato blitz in due allevamenti di Castelfiorentino ed Empoli, bloccando le macellazioni clandestine. Complessivamente sette persone, due italiani e cinque marocchini, sono state denunciate per i reati di uccisione di animale e macellazione clandestina.
Sequestrate carcasse di animali, strumenti da macello, utilizzati senza alcun rispetto delle più elementari norme igienico sanitarie, e anche numerosi ovini vivi, la stragrande maggioranza dei quali di provenienza ignota. La festa ricorda il sacrificio di un montone da parte di Abramo, dopo che Dio lo fermò dal sacrificare il figlio Isacco: una pecora, una capra, un bovino o un cammello viene sgozzato ritualmente (per svuotarlo del sangue, considerato impuro) e la carne viene mangiata e data ai poveri. La pratica, ormai diffusa anche in Italia, è fortemente osteggiata dalle associazioni animaliste, per le atroci sofferenze che infligge agli animali.
Al momento dell'accesso nel primo allevamento controllato, in località Praticelli a Castelfiorentino, i militari si sono trovati davanti la carcassa di una capretta uccisa per sgozzamento, col taglio della giugulare. Un uomo era intento a spellarla. Il pavimento era pieno di sangue. Vicino, due coltelli e una borsa termica con altri due coltelli e una mannaia da macello. Intorno c'erano i clienti, alcuni uomini di origine marocchina che avevano assistito al rito, per assicurarsi che venisse eseguito correttamente, per poi acquistare la carne. La denuncia è scattata per il proprietario dell'animale, italiano, e per l'acquirente. Nell'allevamento, controllato anche da ispettori della Asl, sono state trovate anche 59 tra capre e pecore vive, in gran parte sprovviste di segno identificativo, ossia della targhetta che viene attaccata all'orecchio degli animali garantendone la tracciabilità e l'iscrizione all'anagrafe. Il secondo blitz è scattato in un allevamento di via dell'Ormicello, a Empoli. Qui i carabinieri sono arrivati dopo le segnalazioni fatte al 112 da alcuni cittadini. Alcuni uomini, sempre di nazionalità marocchina, sono stati sorpresi mentre macellavano 7 capre, di cui una sola provvista di marca auricolare. I macellai improvvisati erano ancora coperti di sangue. Gli animali, sgozzati, spellati e in parte eviscerati, erano appesi a cavi di fortuna. Inequivocabili i segni della macellazione, compreso l'interramento parziale delle viscere. In questo caso sono state denunciate sette persone, compreso il proprietario degli animali, italiano, che li aveva venduti ai clienti, i quali avevano poi deciso dei procedere alla macellazione in prima persona. Gli ispettori dell'Asl di Empoli hanno controllato gli animali vivi presenti, accertando anche qui numerosi capi non identificabili. Le carcasse e gli animali sono stati sequestrati. —
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