Qui veniva anche Leonardo per raccogliere i fossili
Utilizzata già nel Quattrocento per l’argilla. Il boom quattro secoli più tardi con la fornace realizzata sul posto, punto di riferimento della comunità
VINCI
La cava di materiali argillosi di Spicchio, di antica coltivazione, era servita fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento per alimentare le fornaci di mattoni situate sulla sponda opposta del fiume durante la costruzione dell’ultima cerchia muraria empolese. Nei secoli successivi l’approvvigionamento di materiale argilloso, in una zona situata vicina all’Arno, era stato sicuramente uno degli elementi più favorevoli per l’incremento delle operazioni di cavatura.
Nell’Ottocento poi la decisione di impiantare direttamente sul posto una moderna e funzionale fornace di laterizi è stata una conseguenza logica dello sviluppo demografico di Spicchio. La fornace di Spicchio nel corso del Novecento sarà una delle fabbriche più importanti dell’intera area.
Per molti spicchiesi poi sarà il luogo di lavoro più vicino a casa, accessibile senza attraversare il ponte. La fornace in un certo senso sarà una delle presenze importanti nella formazione dell’identità moderna del paese. Dai mattoni alla costruzione di un complesso residenziale che, però, è iniziato e poi è rimasto abbandonato con le abitazioni lasciate incompiute, e ora, alla mercé di tutti, dai writers agli sbandati. Anche se di recente, c’è stato un intervento di miglioramento della recinzione, in modo da rendere più difficile l’accesso ai malintenzionati.
Ma quest’area era molto nota anche a Leonardo da Vinci, che studiava i fossili del taglio di Collegonzi, e fu il primo ad intuire la natura di questi oggetti misteriosi che reperiva in grandi quantità, ad esempio, nella cava di Spicchio. —
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