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Rischio ordigni bellici inesplosi scatta la bonifica a parco Corsini

Rischio ordigni bellici inesplosi scatta la bonifica a parco Corsini

L’amministrazione affida l’incarico da oltre 18.000 euro a una ditta specializzata Dopo le verifiche potrà partire il cantiere che trasformerà la torre di mezzo

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FUCECCHIO

Prima di far partire il maxi-cantiere per realizzare un punto panoramico sulla torre di mezzo, c’è da fare la bonifica bellica.

Perché il Parco Corsini fu bombardato nel 1944 e nel terreno potrebbero ancora esserci dei residuati bellici inesplosi. Così l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessio Spinelli ha affidato l’incarico di passare al setaccio in via preventiva l’area interessata dal cantiere all’impresa Abc Services di Firenze, per un importo di 18.400 euro.

Soltanto dopo questo intervento, potranno partire i lavori per la riqualificazione strutturale della torre (con spazi espositivi), con tre obiettivi: accessibilità al panorama che si può godere dalla sommità della struttura, con scala e ascensore; miglioramento sismico; salvaguardia della torre dagli effetti degli agenti atmosferici attraverso l’inserimento di un elemento di copertura. L’opera – che all’inizio doveva costare 250.000 euro – ne costerà 430.000, per tutta una serie di migliorie richieste dalla soprintendenza. Di questo quasi mezzo milione, 138.000 li mette la Regione, tramite il bando sulle città murate. Insomma, un deciso cambio di look per una fortificazione voluta dai fiorentini nel 1322.

Prima però entreranno in azione gli esperti anti-ordigni. Nell’affidamento dell’incarico, avvenuto attraverso una determina firmata dall’architetto Marco Occhipinti - vengono anche definiti tutti gli interventi: «Bonifica superficiale, mediante ricerca e localizzazione di ordigni esplosivi residuati bellici da eseguirsi su tutte le aree interessate dai lavori principali, comprese le aree di cantierizzazione e stoccaggio materiali; lavori di scavo puntuale eseguiti a mano per avvicinamento e scoprimento degli ordigni esplosivi residuati bellici e/o masse ferrose rilevate con le operazioni di bonifica superficiale, compreso rinterro del materiale scavato; scavi di sbancamento eseguiti esclusivamente a mano per strati successivi di adeguato spessore comunque non superiore a trenta centimetri, procedendo alla verifica del fondo scavo prima di passare alla rimozione dello strato successivo. In ogni caso per ragioni di sicurezza, tale modalità operativa si applica quando si è in prossimità di una un’interferenza ferromagnetica tale da fare presumere la presenza di un presunto ordigno a distanza non superiore ad un metro». Tutto questo perché «durante, tutto il territorio comunale e in particolare il parco e le sue torri, sono stati oggetto di bombardamenti aerei nel 1944» e proprio per questo l’ingegnere David Guidi, tecnico incaricato del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dell’intervento, ha segnalato la necessità di una bonifica. —

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