Il Tirreno

Empoli

la passione per le stelle 

Da bancaria a cacciatrice di asteroridi, Maura ne ha scoperti 200 - Foto

Marco Sabia
Maura Tombelli nell'osservatorio di Montelupo (Foto Agenzia Carlo Sestini)
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Maura Tombelli nell'osservatorio di Montelupo (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Maura Tombelli di Montelupo è tra le prime astronome non professioniste nel mondo: «Guardare il cielo vuol dire guardare dentro di noi e capire che tutto è possibile» 

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MONTELUPO. E’ la “cacciatrice di asteroidi”, una definizione che le calza a pennello e che non le dispiace. Perché, quando nella vita hai scoperto 200 corpi celesti (e passato notti insonni a cercarli), un po’ “cacciatrice” lo sei. Maura Tombelli è un’astronoma che si è fatta da sé, che non ha rinunciato alla sua passione per le stelle neanche quando i suoi compagni la prendevano in giro. Oggi Maura è la presidente del Gruppo Astrofili Montelupo, che di recente ha inaugurato l’osservatorio di San Vito (dedicato al suo maestro Beppe Forti), alla presenza di Piero Angela. Montelupo che ha anche un asteroide che porta il suo nome, 7198 Montelupo, scoperto proprio dalla Tombelli e dall’astronomo (e amico) Andrea Boattini e che in questo momento “galleggia” fra Giove e Marte. Così come c’è l’asteroide “Città di Vinci”, scovato dalla Tombelli nel lontano 1994, nome in codice 18441 “Cittadivinci”.

Insomma, quando si parla di stelle e di “oggetti” che vagano e si muovono nello spazio infinito dell’universo, Maura è un’autorità. Ma dietro questi “galloni” che si è guadagnata sul campo, c’è tutta una storia, che parte “tanto tempo fa”, parafrasando Star Wars di George Lucas. Maura Tombelli lavorava come bancaria alla Cassa di Risparmio di Firenze. Ma ancor prima era una bambina col “vizio” di alzare gli occhi al cielo: «Quando ero piccola, mio padre mi portava a vedere le stelle cadenti per San Lorenzo e io gli dicevo “babbo, quella stella ora casca”. Poi ho avuto la fortuna, il 15 febbraio 1961, di assistere all’eclissi totale di sole. E’ stato qualcosa di incredibile, anche se spesso ricevevo delle battute per la mia passione. Una volta mi son detta che non avrebbero più riso di me». Maura Tombelli compra il suo primo telescopio a 36 anni, mentre lavora in banca. Una passione e una professione diversissime fra loro: «In banca stai coi piedi per terra, poi la sera alzi gli occhi al cielo e ti diverti. Certo, lavorare in banca mi ha fatto uscire dal guscio, perché questa passione è spesso solitaria».

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Maura, ad un certo punto, conosce Egisto Masotti, amico che poi diventa un grande appassionato (e oggi vicepresidente del gruppo): «Dopo avermi spostato un telescopio con un carrello, una sera mi ha chiesto se poteva passare a dare un’occhiata e io sono stata più che felice, perché come ho detto spesso si è soli. Poi abbiamo condiviso tutto un percorso e tante scoperte». Egisto ha addirittura dedicato un asteroide alla moglie Liliana: si dice che un diamante è per sempre, ma anche un asteroide lo è. Ma cosa si prova quando si scopre un corpo celeste che alla fine è potenzialmente pericoloso? «Non la devi vedere così, è un’emozione ogni volta che si scopre qualcosa di cui si ignorava l’esistenza. Il mio primo fu una grande emozione, così come lo fu quel giorno che incontrai Papa Giovanni Paolo II». Tombelli si riferisce ad un congresso tenutosi proprio in Vaticano, dove la donna conobbe il pontefice ma non ebbe il coraggio di toccargli la mano né di rivolgergli parola, tanta era l’emozione. «Io penso – continua – che ogni volta che si guarda il cielo si guarda anche dentro di noi, vedi quello che è stato ma hai voglia di capire quello che sarà. Guardare il cielo vuol dire capire che è tutto possibile». Con un obiettivo, a breve-medio termine: mappare gli asteroidi potenzialmente pericolosi. Perché, cultura cinematografica a parte, tali “oggetti spaziali” possono far danni immensi. 

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