Gioco
Aton Luce non chiude e rilancia, salvi 40 posti con il nuovo forno
L’azienda aveva avviato la mobilità per 45, le uscite (incentivate) ridotte a cinque. Investimenti su produzione e formazione, tagliati 2000 euro a ciascun dipendente
MONTELUPO. Niente licenziamenti. Stavolta la vertenza ha un lieto fine. Certo, poi molto dipenderà dall’efficacia degli investimenti e dalle risposte del mercato. E per i lavoratori, comunque, lo sforzo non sarà a costo zero. Anzi.
Però un conto è guardare a settembre con l’incubo di trovare il cancello dell’azienda chiuso e un altro è godersi le ferie per poi affrontare una scommessa biennale che potrebbe portare al rilancio di un pezzo di storia montelupina e non solo. La Cgil ha annunciato l’accordo con la Aton Luce, ex Vetreria Lux, che il 27 marzo scorso aveva avviato la procedura di mobilità per tutti i 45 dipendenti per cessazione dell’attività.
Lo spettro della fine di un’epoca sembrava materializzarsi con l’ultimo simbolo di un settore che ha fatto la storia dell’area, arrivato a un passo dal baratro. Colpa di un fatturato crollato (dai 10 milioni di euro del 2014 ai 5,2 del 2017), complici le sanzioni alla Russia, che hanno cancellato una fetta di mercato consistente per vasi, mosaici, bottiglie, bicchieri e soprattutto lampade, realizzati a Montelupo.
Ma dopo mesi di trattative, tavoli istituzionali e momenti di tensione, gli otto soci dell’azienda hanno firmato l’accordo con i sindacati, scommettendo sulla qualità dei prodotti e sulla professionalità dei lavoratori: un mix che potrebbe aprire nuovi mercati.
«Abbiamo ottenuto – spiega Giuseppe Dentato della Filctem – un piano industriale, che prevede investimenti su linee produttive e formazione dei lavoratori». Già a settembre partirà la realizzazione di un nuovo forno da almeno mezzo milione di euro; altri investimenti saranno programmati in seguito. La riduzione di organico, invece, sarà limitata, «nell’ordine delle 4-5 unità, tra produzione logistica e settore amministrativo E saranno tutte uscite volontarie incentivate».
Ai quaranta che restano, saranno chiesti sacrifici: «Perderanno in media circa 2.000 euro lordi all’anno ciascuno. Viene sospeso, per esempio, il “bonus delle 100 ore”, che era una sorta di quattordicesima mensilità. E poi l’accordo prevede una riorganizzazione complessiva dell’azienda, con molti dipendenti che avranno mansioni - definite nei dettagli – diverse rispetto al passato e di conseguenza una retribuzione inferiore. Mentre non abbiamo accettato un ulteriore sacrificio sulla tredicesima, che resta invariata, anche se una parte sarà erogata a primavera». E non è escluso, ma questo sarà valutato nel corso del tempo, che qualcuno passi da full-time a part-time: «In generale però, credo che una parte di questi soldi – sottolinea Dentato – possa essere recuperata con l’integrativo aziendale sulla produttività che andremo a discutere con l’azienda a settembre». Dentato, che ha illustrato l’accordo insieme a Paolo Aglietti, responsabile della Camera del lavoro dell’ Empolese Valdelsa e Silvia Mozzorecchi della Filctem, è consapevole che «è stato forte il rischio di vedere scomparire una delle ultime vetrerie semimeccanizzate della zona e quindi un intero settore (fatta eccezione per il colosso Zignago, con il quale potrebbero nascere una collaborazione per esempio sul fronte degli acquisti di materie prime), «che ha fatto la storia del manifatturiero, un po’ come è accaduto per le cornici in Valdelsa». —
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