Il Tirreno

Empoli

brusciana 

Giochi nel giardino imbrattati con svastiche e sullo scivolo lasciata la scritta “Hitler”

Marco Pagli

A vedere i due autori, vicino al circolo, una donna che li ha messi in fuga facendo finta di fotografarli. Intervento della polizia

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EMPOLI

Svastiche sulle panchine, sui giochi per bambini e sui cassonetti dell'immondizia, scritte inneggianti al Duce e una croce celtica su un prefabbricato e altre dedicate a Hitler su uno scivolo. Il raid vandalico di evidente matrice nazifascista, compiuto con una bomboletta spray, è stato portato avanti nel parco pubblico della frazione di Brusciana, proprio di fronte al circolo Arci. Si sono svegliati così ieri i residenti della frazione e i volontari della casa del popolo.

Una provocazione che ha subito creato sdegno e che è solo l'ultimo episodio di una lunga serie. Un anno fa, infatti, veniva imbrattata la lapide dedicata ai deportanti nei campi di concentramento della vetreria Taddei sempre a Empoli. Nel febbraio scorso, invece, era toccato alla lapide intitolata ad Aladino Bartoloni, ventenne impiccato da nazisti, a Castelfiorentino. Mentre altri sfregi sono comparsi in città negli ultimi mesi. All'incursione nel parco di Brusciana avrebbero assistito alcune persone, tra i quali una donna che ha tentato di fermare gli autori. Gli autori sarebbero due giovani scesi da un furgone. Su queste segnalazioni si concentreranno le indagini della polizia che ha raccolto la denuncia.

«Una cosa del genere non si era mai verificata a Brusciana – dichiara Giuliano Cecconi, storico presidente del circolo Arci della frazione empolese – la nostra è una casa del popolo aperta al confronto e alla discussione. Ci ritroviamo qui tutte le sere e spesso parliamo di politica, anche con persone che magari possono pensarla diversamente dalla maggior parte di noi. Ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso, ad un atto violento. Io penso che si possa definire una stupida bravata, ma non certo da sottovalutare. Anche perché non è opera di ragazzini, ma di persone un po' più grandi».

I due sono stati visti da una donna che li ha urlato di smettere e poi, per farli desistere, ha fatto finta di fotografarli. I due sono dunque fuggiti risalendo sul furgone.

Quello di Brusciana è un circolo piccolo di periferia, ma da tempo ormai viene portata avanti una ricca rassegna culturale, musicale e sociale da un gruppo di giovani volontari. Tra le iniziative svolte all'interno della casa del popolo molte hanno riguardato la memoria storica e l'antifascismo. «Il clima che si respira nel Paese non è certo dei migliori – continua Giuliano Cecconi – e sicuramente ha un'influenza su questi episodi. L'emulazione è sempre una molla che alimenta il il ripetersi di atti di questo tipo, dal vandalismo alle provocazioni politiche. In tutto ciò purtroppo si ha a che fare con una buona dose di imbecillità. Rimango convinto che se fosse stato un atto intimidatorio sarebbe stato portato avanti in un luogo diverso, magari più centrale e sotto gli occhi di tutti. Adesso valuteremo come muoverci, di sicuro questo non cambierà il nostro modo di fare socialità e di confrontarci». —



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