Sicurezza
Apre a giorni il ponte di Torre chiuso da due anni e mezzo
C’era stata una frana, i lavori sono iniziati a giugno e si sono già conclusi l’inaugurazione la prossima settimana, l’enorme ritardo a causa della burocrazia
FUCECCHIO
Ci siamo: a giorni, forse martedì o mercoledì prossimo, verrà inaugurato il ponticino sul Fosso Cioni a Fucecchio, ai piedi della frazione Torre. La ditta che l’ha ricostruito e rinforzato ha praticamente terminato l’opera, adesso mancano solo gli ultimi fogli da firmare e poi il ponte potrà tornare a svolgere la sua funzione. Il piccolo ponte, fondamentale però per la viabilità in entrata e in uscita da Torre (si trova lungo via Poggio Osanna), torna utilizzabile a due anni e mezzo da quando era parzialmente franato, cioè alla vigilia di Natale di due anni fa.
Il Comune ha stanziato circa 77.000 euro per la nuova “versione” del ponte e i lavori, una volta partiti, sono andati avanti a rotta di collo, tanto da terminare – salvo sconvolgimenti – circa 10-15 giorni prima dei termini inseriti nel contratto fra ditta e Comune.
I torrigiani hanno dovuto sopportare circa 40 giorni di disagi, con la strada totalmente chiusa in entrata e in uscita. Il Comune, infatti, ha preferito non realizzare un collegamento alternativo – come sul Rio Ganghereto a Cerreto – e a chiesto alla gente di sopportare il disagio. Alla fine è stata la parte amministrativa-burocratica a far sì che passasse parecchio tempo prima che il ponte tornasse a nuova vita, perché quando la ditta incaricata si è messa al lavoro c’ha messo poche settimane a finire quanto pattuito nel contratto d’appalto.
Ma in cosa è consistito il cantiere? La ditta ha realizzato uno scavo profondo e ha posto rilevanti opere in cemento armato, così da risolvere la criticità una volta per tutte. In poche parole, ha rifatto il ponte.
I lavori sono iniziati agli inizi di giugno e sarebbero dovuti terminare entro la fine di agosto. Ma l’anticipo è evidente,a questo punto. La chiusura del ponte, tuttavia, aveva portato tantissime polemiche: il capogruppo forzista in consiglio comunale Simone Testai, ad esempio, aveva festeggiato “beffardamente” il primo compleanno del ponte, con tanto di candelina su piccola torta. Un gesto che aveva decisamente indispettito il sindaco, il quale ha più volte spiegato che sulle tempistiche incidevano altri fattori e altri enti ( il consorzio Basso Valdarno, ad esempio, ha realizzato l'indagine geologica necessaria, mentre Toscana Energia e Acque Spa hanno dovuto deviare le rispettive tubazioni).
Il ponte è rimasto per oltre due anni “con le quattro frecce” , cioè transennato e regolato da senso unico alternato (e interdetto ai mezzi pesanti), dopo esser stato rinforzato temporaneamente per scongiurare appunto la chiusura totale, che avrebbe rappresentato un’evidente criticità per la zona. —
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