Toscana
È morta 10 giorni fa dopo 8 anni di malattia Riceve la visita fiscale
Lo sfogo del vedovo: «Vergogna, l’Inps aveva già mandato un medico un mese fa. Così si calpesta la dignità di chi soffre»
VINCI
La storia di Claudia ha commosso tutti. Per la sua voglia di lottare contro il male, di inseguire i sogni fino alla fine. Uno spirito da guerriera che l’ha portata, a 42 anni, a sposare il suo Emilio, in un letto dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, grazie alla mobilitazione di medici, infermieri e amici. Il giorno dopo se n’è andata per sempre, dopo 8 anni di lotta quotidiana contro un tumore. Una storia d’amore e di coraggio raccontata da Il Tirreno e rilanciata dai media nazionali. Ma un sistema informatico non ha un cuore. E oltretutto può commettere degli errori, che possono fare veramente male.
Com’è accaduto ieri mattina. Emilio Folco, vedovo da 9 giorni, è solo in casa a Spicchio insieme al suo dolore. Qualcuno suona il campanello. Lui chiede chi è. La risposta gli gela il sangue: «Buongiorno, visita fiscale dell’Inps per Claudia Quartieri».
Sì, quella donna alla porta cerca proprio il suo angelo volato in cielo il 22 luglio; dal’Inps vogliono verificare se una malata oncologica da 8 anni (e per questo peraltro esonerata da certi obblighi), è in casa e se effettivamente non è nelle condizioni di andare a lavoro. Emilio spiega come stanno le cose. La dottoressa è travolta dall’imbarazzo. È mortificata, si scusa. Spiega che ha semplicemente ricevuto la lettera con il nominativo e che ovviamente non sapeva niente, né della patologia, né del decesso.
L’uomo capisce. Sa che la colpa non è della persona che ha davanti. Scuse accettate. Ma quando richiude la porta, sente il bisogno di sfogarsi: «Quello che è accaduto è vergognoso. Era già successo un mesetto fa: stessa scena, con un’altra dottoressa. Claudia era in casa. Mi ritrovai a dover spiegare la situazione. Ma finì lì. Stavolta però non posso tacere: in questo modo si calpesta la dignità di una persona che soffre. Ho deciso di rendere pubblica questa cosa non solo per la mia Claudia, che non c’è più, ma per tutti i malati che rischiano di ritrovarsi in una situazione del genere. Se io stamani non ero in casa, cosa accadeva? Magari compilavano una scheda dicendo che non l’avevano trovata... È una falla enorme. Un sistema vergognoso». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
