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A Vinci un piano da 130.000 euro per salvare la chiesa Via alla mobilitazione
VINCI. Servono 130.000 euro per salvare la chiesa di San Donato in Greti a Vinci. Per evitare che crolli e farla tornare accessibile ai fedeli e ai visitatori. È questo quanto è emerso dall’incontro...
VINCI. Servono 130.000 euro per salvare la chiesa di San Donato in Greti a Vinci. Per evitare che crolli e farla tornare accessibile ai fedeli e ai visitatori.
È questo quanto è emerso dall’incontro che si è svolto lunedì scorso alla casa del Popolo di San Donato e che aveva come oggetto appunto la struttura della piccola frazione. La chiesa di San Donato ormai è chiusa da quasi 18 anni e il parroco qui, nel paese, celebra la messa, una volta al mese nella casa del popolo. Tutti i residenti si sono mobilitati per cercare di salvare questo storico edificio esistente, già dalla fine del 1200, che oggi rischia di sbriciolarsi a causa del terreno argilloso sul quale è costruita. Che ne ha messo a dura prova le fondamenta. Per questo grazie ad un comitato “Insieme per San Donato” è partita una gara di solidarietà per salvare la chiesa che è stata iscritta tra “I Luoghi del Cuore del Fai”.
Sono state raccolte già oltre 2.500 firme raccolte dal comitato secondo una prima stima, e lunedì, nel corso dell’incontro è stato fatto il punto della situazione. Presente monsignor Renato Bellini e anche il geologo Luca Peruzzi che ha mostrato le cause del cedimento strutturale, dovute alla conformazione del terreno.
Peruzzi ha spiegato che se non ci saranno interventi, la chiesa non sopravviverà oltre i dieci anni. L’architetto Mattia Desideri ha fatto fra le altre cose, una panoramica prima teorica, quindi ambientale della zona di San Donato. Quindi sono intervenuti gli ingegneri Antonio Cinelli e Federico Giorni, che hanno proposto le soluzioni tecniche da adottare per ridare stabilità all’edificio. I costi complessivi sono stati stimati intorno a 130.000 Euro. Il delegato del vescovo, presente all’incontro, aggiornerà con tutti questi dati la curia vescovile di Pistoia e don Renato, parroco fra le altre chiese anche di quella di San Donato, ha dato la sua disponibilità ad adoperarsi per arrivare ad un risultato soddisfacente per la popolazione. La popolazione, dal canto suo, opererà tramite il comitato che sta seguendo la raccolta firme, per studiare di concreto tutte le iniziative possibili e necessarie per riportare la chiesa al posto che le spetta. —
ALESSANDRO MARMUGI.
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