Il Tirreno

Empoli

Dipendenti di negozi e catene spiati da 007: allarme della Cgil

di Marco Pagli
Dipendenti di negozi e catene spiati da 007: allarme della Cgil

Dopo il licenziamento a Firenze per la mancata emissione dello scontrino il sindacato avverte: «Anche nell’Empolese Valdelsa segnalati “clienti” sospetti»

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EMPOLI. Dipendenti di negozi e catene controllati da investigatori privati, la Cgil lancia l’allarme anche nell’Empolese Valdelsa. L’eco della vicenda della lavoratrice di Chef Express che nei giorni scorsi è stata licenziata perché non avrebbe fatto lo scontrino a degli investigatori “mascherati” da clienti nel punto vendita della stazione Santa Maria Novella di Firenze è arrivata anche nel circondario.

E così, accanto alla solidarietà espressa attraverso un presidio di fronte all’esercizio da parte della Filcams Empolese Valdelsa, arriva anche la preoccupazione per un possibile contagio di questo tipo di metodologie di controllo.

«In questi mesi abbiamo ricevuto delle avvisaglie anche nel nostro territorio – spiega Donatella Galgani della federazione Cgil che si occupa di commercio, turismo e servizi – si tratterebbe per lo più di grandi catene, che al pari di Chef Express, avrebbero assunto degli investigatori per controllare l’operato degli addetti alla vendita. I dubbi sulla diffusione di questo tipo di pratiche arriva direttamente dai lavoratori di alcuni punti vendita del territorio, che avrebbero notato strani clienti molto interessati al funzionamento del negozio e al comportamento del personale. Questi riscontri, uniti al precedente che si è verificato lo scorso anno a Empoli, sicuramente destano preoccupazione». E Massimiliano Fabozzi, sempre della Filcams, aggiunge: «Auspichiamo che certe metodologie finiscano immediatamente, ripristinando il rapporto di fiducia tra le aziende ed i propri dipendenti, che è la base per tutti i rapporti di lavoro».

Il licenziamento della lavoratrice della catena di bar e fast food ha sollevato un vento di polemiche sia per quella che i sindacati definiscono una grande sproporzione tra l’entità di quanto “commesso” dalla dipendente (la mancata emissione dello scontrino per pochi euro) e la pena inflitta dall’azienda (il licenziamento in tronco), sia soprattutto per le modalità di verifica.

Tanto che il segretario della Filcams Cgil di Firenze, Massimiliano Bianchi, ha inviato una lettera direttamente al ministro del Lavoro Luigi di Maio. «Chef Express stipula contratti commerciali con società per inviare nei punti vendita clienti misteriosi – spiega Bianchi – i quali controllano, nell’anonimato, le attività lavorative dei dipendenti, stilano poi classifiche sulle performance dei dipendenti stessi. Riteniamo questa modalità di esercizio del potere disciplinare da parte di Chef Express incongrua rispetto alla legge 300/70, poiché questi clienti misteriosi sono delle guardie dedicate al controllo del personale e delle telecamere viventi. Una pratica che riporta, di fatto, ad azioni precedenti all’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori».

Secondo il sindacato tali pratiche, insomma, aggirerebbero il divieto di riprendere i dipendenti sul posto di lavoro con sistemi di videosorveglianza. Un comportamento definito «barbarico» e che minerebbero il rapporto di fiducia tra lavoratore e azienda.

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