Il dolore
Barbara, indagini alla svolta ora tocca al pool di esperti
Effettuata l’autopsia, giovedì l’audit al San Giuseppe: i familiari vogliono sapere il ruolo del blocco intestinale nella tragedia. Oggi la salma alle sale del commiato
EMPOLI. Chi vorrà salutare Barbara Squillace potrà farlo oggi per l’intera giornata alle sale del commiato dell’ospedale di Empoli. L’ultima occasione per dire addio alla quarantaduenne strappata dalla vita e dall’affetto dei suoi cari lo scorso giovedì mentre si trovava ricoverata proprio al San Giuseppe, al primo mese di gravidanza, con una diagnosi di iperemesi gravidica, con vomito, rischio di disidratazione e perdita di peso.
Ieri pomeriggio i parenti più stretti, tra cui la sorella Debora, sono andati a Pistoia, per recuperare la salma al termine dell’autopsia eseguita da un consulente tecnico di Lucca. In attesa degli esiti dell’esame autoptico disposto dalla procura di Firenze, che servirà a fare luce su eventuali negligenze e responsabilità penali da parte di medici e sanitari, adesso per la famiglia è il tempo del dolore e del raccoglimento.
Poche ore quelle di ieri pomeriggio durante le quali la famiglia si è presa del tempo per salutare Barbara in modo intimo. Oggi il dolore acquisterà una dimensione più pubblica, con l’esposizione alle sale del commiato. Il funerale, invece, sarà officiato domani alle 16 nella chiesa di Sovigliana.
Barbara ha chiuso gli occhi davanti a suo marito Marco, che era con lei per assisterla. Nessuno si aspettava una tragedia simile. Lui pensava che la moglie dormisse, tanto che ad avvisarlo dell’accaduto sono stati i sanitari arrivati in stanza per un nornale controllo. «Chi ha sbagliato pagherà» aveva dichiarato nei giorni scorsi la sorella, spiegando che il riscontro diagnostico disposto dalla Asl aveva rilevato la presenza di un blocco intestinale.
L’autopsia, i cui risultati definitivi arriveranno nei prossimi giorni, aiuterà a fare chiarezza su eventuali negligenze dei medici. In particolare, aiuterà a capire se il blocco intestinale, mai diagnosticato mentre Barbara era ricoverata, possa essere stato la causa della morte. Il fascicolo sulla morte della donna di Spicchio è stato affidato alla pm di Firenze Ester Nocera.
Nel procedimento la famiglia della donna è assistita dagli avvocati Filippo Vannini e Andrea Lolli di Empoli. Altre risposte potrebbero arrivare poi da un gruppo di esperti nominato dalla Regione Toscana, che giovedì andrà, assieme al team del Centro regionale rischio clinico, a fare un audit interno per verificare le procedure e sentire il personale. «Questa cosa non ci torna», ha ribadito ieri la sorella Debora, riflettendo mentre si trovava in auto di ritorno da Pistoia. «All’ospedale si vedeva che era strana, che stava male, che c’era qualcosa dietro».
Parole che lasciando intendere come secondo i familiari Barbara avrebbe potuto essere salvata, ma era affetta da qualcosa che per quanto curabile i medici potrebbero non avere visto. «Non sono stati presi i dovuti accorgimenti» dice ancora. Un sospetto che non appare del tutto infondato, tanto che la stessa Asl Toscana centro aveva subito attivato la commissione aziendale del rischio clinico per effettuare i riscontri diagnostici. E proprio in base all’esito delle verifiche, che hanno evidenziato «elementi sospetti in ipotesi di condotte sanitarie incongrue» è partita la segnalazione alla procura, che adesso coordina le indagini sul caso. —
MATTEO LEONI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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