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La Camera di commercio esce dall’Asev: quote all’asta

MARCO PAGLI
La Camera di commercio esce dall’Asev: quote all’asta

L’ente non considera più l’attività dell’Agenzia coerente con le proprie finalità Pubblicato il bando per la cessione del 25%, possono partecipare anche i privati

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EMPOLI. La Camera di commercio di Firenze ha deciso di ritirare la propria partecipazione all’interno dell’Agenzia dello sviluppo Empolese Valdelsa e ha messo in vendita le proprie quote attraverso un bando d’asta pubblica. Una presa di posizione di rilievo visto che l’ente provinciale partecipa nella società a capitale misto pubblico-privato per ben il 25% e che dalla fondazione dell’agenzia ad oggi il capitale investito è più che triplicato.

A condurre la Camera di commercio alla decisione di dismettere le quote di partecipazione in Asev è stata la legge Madia, che ha imposto agli enti pubblici di rivedere le partecipazioni all’interno delle società sulla base della coerenza con le proprie finalità istituzionali. La Camera di commercio di Firenze, che ha partecipazioni in Asev dalla data di fondazione nel dicembre 2001, ha svolto finora attività strumentali come la fornitura delle banche dati, il rilascio delle certificazioni e diverse tipologie di consulenze.

Un’attività che evidentemente non è bastata per considerare la partecipazione coerente con le finalità dell’ente. La base d’asta è stata fissata in poco meno di 212mila euro, nonostante il capitale investito 17 anni fa ammontasse a 62.500 euro. Questo è il patrimonio detenuto dalla Camera di commercio, che corrisponde a 12.500 azioni per un valore nominale di 5 euro ciascuna. L’asta pubblica, che è già stata bandita e che scadrà il 7 settembre prossimo si svolgerà con il metodo dell’offerta segreta al rialzo rispetto al prezzo di base per la vendita dell’intera partecipazione.

«La dismissione della partecipazione in Asev è una conseguenza della legge Madia sulle società partecipate – spiega Tiziano Cini, direttore dell’agenzia – e la decisione fa seguito ad una ricognizione che ha portato la Camera di commercio a non ritenere coerente con le proprie finalità la partecipazione. L’asta pubblica è il passo successivo a tale decisione. Gli acquirenti potranno essere sia pubblici che privati, per noi non cambierà niente rispetto al passato: rimarremo una società per azioni con capitale a prevalenza pubblico, dal momento che il 60% delle quote continua ad essere detenuto dai comuni dell’Empolese Valdelsa».

L’asta pubblica non mette in pericolo l’esistenza dell’Agenzia per lo sviluppo e non ne pregiudica l’attività. Anche se è possibile che, nel caso in cui non riesca a vendere le proprie azioni, la Camera di commercio proceda a richiedere direttamente all’agenzia il pagamento delle quote. «Al momento c’è un’asta in corso e la questione non è all’ordine del giorno – chiarisce Cini – se in futuro si presenterà questa ipotesi vedremo come muoverci. Di sicuro il prezzo non sarebbe quello posto a base di asta. Questo, peraltro, testimonia di come l’attività di Asev sia stata molto redditizia se si considera che il valore delle quote in nemmeno venti anni è più che triplicato. Ci sarà da vedere se troveranno acquirenti. Noi continuiamo a lavorare come abbiamo sempre fatto». Il bando non ammette offerte al ribasso rispetto al prezzo posto a base d’asta e l’aggiudicazione avverrà a favore del concorrente – il procedimento è valido anche se verrà presentata una sola offerta – che avrà offerto il prezzo più elevato rispetto alla base. I concorrenti dovranno, inoltre, versare una cauzione pari al 10% del prezzo posto a base per essere ammessi. —

MARCO PAGLI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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