Il Tirreno

Empoli

l’inaugurazione 

Imam, proposto e sindaca per la moschea da 250 posti

MARCO SABIA
Imam, proposto e sindaca per la moschea da 250 posti

Taglio del nastro del centro islamico a Carraia che servirà un bacino di 1000 fedeli Abou Zakaria: «Dobbiamo confrontarci in libertà per dare gioia all’uomo»

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EMPOLI. Alla fine, dopo polemiche, critiche e prese di posizione, la “moschea” di Empoli è stata inaugurata, alla presenza delle istituzioni civili e religiose e di alcune centinaia di fedeli.

In via Pirandello (a Carraia) la sindaca Brenda Barnini ha tagliato il nastro, con accanto i referenti della comunità islamica, a partire dall’Imam di Santa Croce ed Empoli Abou Zakaria. E c’era anche il proposto di Empoli don Guido Engels, sulla cui presenza c’erano stati dei mugugni. Il luogo di culto può ospitare tra le 250 e le 300 persone nelle giornate dedicate alle festività, mentre mediamente ce ne sono una quarantina per le preghiere giornaliere (che nell’islam sono cinque). Il tutto per una comunità di circa un migliaio di persone, tra Santa Croce sull’Arno, Empoli e gli altri comuni vicini.

«Molte persone – ha detto l’Imam Zakaria – pensano che la presenza di una moschea limiti le loro libertà. E invece è l’esatto opposto, perché dobbiamo confrontarci in libertà, secondo le nostre idee. Chiese, moschee e sinagoghe servono per dare serenità e gioia all’uomo. Oggi poniamo l’attenzione su temi cruciali per una nazione tollerante e religiosa, dove non c’è la paura del diverso». Sulla stessa lunghezza d’onda don Guido: «Il nostro è un cammino insieme, il dialogo costruisce una società dove l’altro è fratello. C’è bisogno di ponti, non di muri: coi ponti le persone comunicano e si scambiano i propri valori».

Infine la sindaca Barnini: «Sono felice, questa comunità da tempo attendeva uno spazio adeguato e si è sacrificata per trovarlo. Mi fa piacere vedere una buona parte dei rappresentanti del nostro consiglio comunale, perché vuol dire che la stragrande maggioranza sta dalla parte dell’integrazione. Mentre chi dice l’opposto è irresponsabile: Empoli è sicura perché è solidale e perché permette la convivenza di culti, tradizioni, valori differenti». —

MARCO SABIA.

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