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vicino a vinci 

La messa alla casa del popolo perché la chiesa è chiusa

Alessandro Marmugi
La messa alla casa del popolo perché la chiesa è chiusa

Gli abitanti non vogliono rinunciare alla funzione e si arrangiano anche all’aperto E intanto raccolgono le firme con il Fai per chiedere l’avvio della ristrutturazione

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VINCI

Ci sono luoghi che ti restano nel cuore. Magari li hai visti solo una volta, di passaggio. Magari invece quei posti custodiscono tra le loro mura dei carissimi ricordi. Hanno scandito il ritmo della tua vita, con i loro colori, con i loro profumi. Questo rappresenta la chiesa di San Donato in Greti per i suoi abitanti. È l’anima della piccola frazione di circa 200 anime, che si trova incastonata tra le colline di Vinci. Una chiesa che però rischia di scomparire. Dilaniata dalle crepe e dai crolli è chiusa ormai da 17 anni. Il terreno che si trova sotto all’edificio continua a muoversi e la struttura rischia di crollare da un momento all’altro. Mai i paesani non sono rimasti con le mani in mano. Per ognuno di loro, quella chiesa è speciale e così hanno deciso di far partire una raccolta firme e di proporla come uno de “Luoghi del cuore” da votare sul sito del Fai, il fondo per l’ambiente italiano.

La chiesa di San Donato risale al XII secolo anche se è stata più volte ricostruita, l’ultima volta nel 1800. Al suo interno ha anche ospitato un pregiatissimo dipinto di Antonio Sogliani, contemporaneo di Leonardo Da Vinci. Ma l’edificio ha un grosso difetto: si trova al di sopra di un terreno argilloso che tende a muoversi. In Greti, infatti, non significa altro che sopra la creta, sopra l’argilla. Il movimento del terreno, nel corso del tempo ha fatto spostare l’edificio che ha iniziato a creparsi e a diventare pericolante.

Così nel lontano 2000 la chiesa è stata chiusa e da quel momento gli abitanti di San Donato non hanno perso uno dei loro punti di riferimento. Per questo è nato un comitato, Insieme per San Donato, con una pazza idea: provare a salvare la chiesa dall’inesorabile fine. «Per tutti noi – racconta Irene Massaini, una delle rappresentanti del comitato – questa chiesa è qualcosa di speciale. Per noi come per tutti gli abitanti di Vinci e di Spicchio o Sovigliana. Qualcuno qui è stato battezzato, ci si è sposato. È un pezzo di storia e pensiamo che non possa andare perduto. Così, sulla spinta di quanto avvenuto per la chiesa di Sant’Ansano abbiano deciso di proporla come uno dei Luoghi del cuore del Fai». Obiettivo raccogliere più firme possibili e riuscire a reperire i fondi (si parla di alcune migliaia di euro) per effettuare i lavori di consolidamento. Perché di quella chiesa ce n’è un grande bisogno. La comunità e in particolare la parrocchia, continuano a vivere. E come in una delle favole più belle, sacro e profano si sono unite. Già, una storia che nemmeno Guareschi, con i suoi Peppone e Don Camillo, avrebbe saputo inventare La chiesa “provvisoria” infatti, ha una sede particolare, ovvero la casa del popolo. Sì, il circolo del paese è aperto solo in questo periodo di luglio, quando c’è la mitica festa dell’Unità, ma una volta al mese, durante tutto l’anno, don Renato, parroco di Vinci va a dire messa in quelle stanze. «Per noi è un modo per sentirci uniti – racconta ancora Irene – d’estate invece abbiamo uno spazio per le funzioni all’aria aperta». Adesso ai vinciani non resta che votare sul sito del Fai e sperare che la chiesa di San Donato venga rimessa. —



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