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Al via mille controlli nelle aziende cinesi troppe le irregolarità già riscontrate

Marco Pagli
Al via mille controlli nelle aziende cinesi troppe le irregolarità già riscontrate

La Regione rifinanzia il piano straordinario “Lavoro sicuro”, operazione complessa per l’alto tasso di ricambio di queste realtà  

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La Regione Toscana ha rifinanziato per i prossimi tre anni il piano straordinario “Lavoro sicuro”, una vasta operazione di controllo partita nel 2014 sulle migliaia di aziende a conduzione cinese delle province di Firenze, Prato e Pistoia. Nell'Empolese Valdelsa sono previsti oltre mille controlli di qui alla fine del 2020. L'azione di contrasto, che viene portata avanti dai tecnici del dipartimento prevenzione dell'Asl Toscana Centro insieme agli agenti della polizia municipale, ai responsabili degli ispettorati del lavoro e alle forze dell'ordine, ha finora permesso di scoprire irregolarità in quasi due terzi delle aziende ispezionate. Oltre 800 aziende sulle 1.300 iscritte negli elenchi della Camera di commercio sono state passate al setaccio a partire dal settembre 2014 fino al dicembre del 2017, suddividendo il lavoro in due fasi.

Adesso, invece, parte una nuova operazione che porterà ad intensificare ulteriormente le verifiche all'interno delle aziende a conduzione cinese sul territorio. Sotto la lente di ingrandimento degli ispettori finiranno parte delle imprese che non erano state controllate in questi tre anni e altre dove è già stato effettuato un passaggio e nelle quali sono state trovate le irregolarità più gravi. Il lavoro dei tecnici, peraltro, è reso ancora più complesso dall'altissimo tasso di ricambio di queste aziende. In moltissimi casi, infatti, le realtà iscritte alla Camera di commercio risultano non più attive, dal momento che la stessa proprietà dopo un periodo di attività chiude per riaprire altrove con denominazione diversa. Nell'Empolese Valdelsa la maggior parte delle aziende a conduzione cinese sono confezioni (negli undici comuni ne sono registrate 446), insieme alle pelletterie e ai tomaifici (altre 227 attività). Nel complesso si tratta di piccole imprese con un numero ridotto di dipendenti. La metà di quelle controllate, infatti, ha tra uno e tre dipendenti, mentre in poco più di 300 il numero di lavoratori oscilla tra i quattro e i dieci. Solo in un caso risulta che i dipendenti superino le trenta unità.

Ciò che finora è emerso è un tasso di irregolarità che nel circondario preoccupa più che altrove: gli ispettori hanno trovato qualcosa che non andava nel 64% dei casi, un tasso di quattro punti più alto rispetto alla media dell'area. Ma a preoccupare non è solo la frequenza, ma anche la tipologia di inottemperanze riscontrate.

I controlli, infatti, hanno portato alla luce ben 127 casi di dormitori abusivi, cioè posti letto adibiti direttamente sul luogo di lavoro. Mentre in 58 casi sono state trovate cucine abusive, anch'esse allestite negli spazi che dovrebbero essere riservati alla produzione. E ancora più alto è il numero di impianti elettrici non a norma: uno su quattro di quelli controllati, ovvero più di 200 casi. Infine, nei primi tre anni di attività sono state fatte anche 68 contestazioni per carenze igieniche e altre 42 per macchinari di lavoro non in regola. Tra gli aspetti meno incoraggianti rispetto all'andamento dell'intera area interessata dall'operazione di verifica anche il tasso di adeguamenti alle prescrizioni. L'Empolese Valdelsa, infatti, è il territorio dove la percentuale di aziende che hanno risposto alle indicazioni degli ispettori è stata la più bassa: l'81% dei casi contro l'83% di Prato, l'89% di Firenze e il 97% di Pistoia. In questo quadro, tuttavia, non mancano le note positive. L'obiettivo di ridurre, attraverso la campagna di controlli, le pratiche scorrette nel processo produttivo è stato in parte raggiunto. Nell'ultima fase del piano i tecnici del dipartimento prevenzione dell'Asl hanno riscontrato una forte diminuzione delle gravi irregolarità durante le ispezioni.

Se tra la fine del 2014 e l'inizio del 2017 risultavano fuori legge quasi due terzi delle imprese sottoposte a controlli, nel periodo primavera-inverno dello scorso anno la percentuale è scesa fino al 12%. E contestualmente sono aumentate le ditte pienamente in regola. —


 

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di Redazione web