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«Non vuole incontrarci» Genitori contro la sindaca sugli istituti comprensivi
EMPOLI. «La sindaca non ha risposto alla nostra richiesta di incontro». A sottolinearlo è il gruppo di genitori che ha promosso una raccolta di firme per bloccare e ripensare su basi diverse la nuova...
EMPOLI. «La sindaca non ha risposto alla nostra richiesta di incontro». A sottolinearlo è il gruppo di genitori che ha promosso una raccolta di firme per bloccare e ripensare su basi diverse la nuova organizzazione scolastica degli istituti comprensivi. «Questo fatto amareggia e preoccupa i genitori che stanno per affrontare il nuovo anno scolastico in un clima di grande incertezza - spiegano i genitori, circa 600, che hanno depositato una richiesta il Comune - con le scuole Busoni abbandonate al proprio destino, che organizzativo. Negli ambienti dell'amministrazione comunale si è ormai consolidata l'idea che il progetto non sia stato ben compreso e che dunque tutto sia riconducibile ad un problema di comunicazione. Da parte nostra riteniamo di aver ben compreso l'essenza di questo progetto; certamente ci abbiamo impiegato del tempo, ma alla fine è stato compreso. In ragione di ciò chiediamo con determinazione un incontro con l'amministrazione nell'ambito del quale potremmo finalmente presentarci con la necessaria preparazione grazie alla quale poter argomentare punto su punto tutti gli aspetti critici e non accettabili di questo progetto».
A sostegno dei genitori anche Fabrica comune. «Lo avevamo detto già a febbraio che non capivamo i motivi dell’attivazione degli istituti comprensivi in due tempi, partendo subito col primo e lasciando nell’indeterminatezza gli altri - spiega il consigliere Dusca Bartoli - Il rischio è di relegare gli altri alla residualità, di non poter disegnare la suddivisione del territorio in maniera da redistribuire equamente le situazioni più difficili e soprattutto con l’incertezza di poter mettere a disposizione di tutti gli alunni empolesi strutture di qualità adeguata. Non ci sembrava semplice individuare una sede idonea per la terza scuola media in così poco tempo e senza sapere su quali risorse contare. E si è scelto di procedere in modo spiccio e si è sostituito al confronto l’informazione su decisioni già prese». —
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