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Empoli

degrado nelle frazioni 

Casa Cioni come un cassonetto gigante da luogo scelto dal Mibact a un rudere

Alessandro Marmugi
Casa Cioni come un cassonetto gigante da luogo scelto dal Mibact a un rudere

Nella struttura di Avane, che doveva essere sede di associazioni, sono stati spesi già trecentomila euro

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EMPOLI

Avrebbe dovuto essere la culla delle associazioni, il luogo dove far crescere numerose realtà del territorio. La casa simbolo della rinascita di Avane. Avrebbe, già perché oggi Casa Cioni giace ancora lì, un rudere fatiscente, pieno di erbacce e di rifiuti. Lo scheletro di una vecchia colonica che avrebbe dovuto rappresentare il futuro di un quartiere e che invece è soltanto una sbiadita foto che racconta il passato. Don Renzo Fanfani, lo storico parroco del paese avrebbe voluto trasformarla in un centro per la gente del posto, per i giovani per gli emarginati, che, cresciuti in un quartiere difficile avrebbero potuto avere una seconda chance. Un sogno che però non si è mai realizzato.

La struttura si trova a due passi dal circolo di Avane e dal campo sportivo di via Magolo, in quello che è il cuore pulsante della frazione. Nel 2010 il Comune ha affidato ad un’azienda l’intervento di consolidamento della casa risalente al diciottesimo secolo che a causa della scarsa manutenzione e dell’inutilizzo si trovava in grave stato di degrado, tanto che rischiava di crollare. L’obiettivo era di trasformare il fabbricato in un centro giovani, oltre che sede di varie associazioni empolesi. Nel 2013 si è concluso un primo intervento di messa in sicurezza e di rifacimento di una parte degli esterni per una cifra intorno ai 267mila euro. Ma per rimettere a posto anche l’interno ne sarebbero serviti altrettanti. Soldi che in quel periodo, l’amministrazione comunale non aveva a disposizione. E così Casa Cioni è rimasta lì, un po’ più stabile di prima ma sempre malandata e abbandonata a se stessa.

Nel 2016 casa Cioni era stata scelta dal Mibact insieme ad altri 10 luoghi di periferia per la riqualificazione dalla direzione generale Arte e architettura contemporanee e periferie urbane e dal consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori in un’iniziativa che aveva visto partecipare 140 comuni in tutta Italia. Ma poi su segnalazione della stessa amministrazione empolese la candidatura era stata ritirata per il venir meno di uno dei principali requisiti di partecipazione alla manifestazione di interesse. E così al posto di Casa Cioni era stata scelta piazza Figurella a Villabate (Palermo). Oggi, dopo cinque anni dai lavori, questo immobile di proprietà del Comune è sempre lì con l’intonaco a toppe, senza infissi con erba e cespugli che la circondano. Spesso vandalizzata o utilizzata come cassonetto dei rifiuti per chi evade la raccolta differenziata. Tutti gli avanesi aspettano una svolta, che potrebbe arrivare però a settembre. Il Comune infatti ha in mente di ridare finalmente nuova vita Casa Cioni. Trasformandola sì, in uno spazio per le associazioni, ma anche ospitando una residenza per anziani. Sono queste le ipotesi al vaglio dell’amministrazione comunale per ridare vita allo spazio. Ad anticiparle è stata la stessa sindaca Brenda Barnini, nell’incontro con i cittadini che abitano nella frazione, avvenuto qualche settimana fa. —

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