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agricoltura

Sfrattata da cinghiali e caprioli, azienda costretta a traslocare

Alessandro Marmugi
Johnny D'Ercole che mostra i terreni danneggiati (foto agenzia Sestini)
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Johnny D'Ercole che mostra i terreni danneggiati (foto agenzia Sestini)

Certaldo, un imprenditore ha dovuto cercare un altro appezzamento di terra perché aveva perso l'80 per cento della produzione

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CERTALDO. Si sono mangiati tutto, non avevano lasciato più niente».Lo racconta con un mix incredulità e rabbia Johnny D’Ercole. Racconta di come i cinghiali nel giro di qualche mese hanno divorato le sue coltivazioni di legumi e ortaggi, costringendolo a lasciare i suoi campi e a emigrare su un altro terreno. Eppure non è il solo, perché come lui ci sono tanti coltivatori dell’Empolese Valdelsa che vivono questa situazione.Che convivono, si fa per dire, con cinghiali e caprioli, aumentati a vista d’occhio e sempre più bisognosi di cibo. Ma ora i coltivatori sono pronti ad arrivare, assieme ad altri colleghi toscani, a Roma, dal ministro centinaio. Perché il problema degli ungulati ha raggiunto dimensioni inimmaginabili. Johnny lo sa bene, ma pensava che con quei simpatici animali avrebbe potuto convivere.

E invece no. Fino al 2015 faceva il dipendente in un’azienda poi ha deciso di tornare alle origini e insieme al padre aprire un’azienda agricola. A 30 anni ha messo su una start up e ha iniziato a coltivare in un terreno, facente parte di un’azienda faunistico-venatoria nella zona di Megognano. Legumi e ortaggi da vendere poi nei mercatini della zona. Una buona produzione, ottimi affari, che però sono durati poco.
Già perché i cinghiali hanno trovato nelle sue coltivazioni un ristorante a cinque stelle. «In una primavera si sono mangiati tutto, non era rimasto praticamente niente. In più ci si è messa anche la siccità, la scorsa estate a complicare le cose. Abbiamo perso oltre l’80% del raccolto della passata stagione e così siamo stati costretti a trasferirci». In quel modo i D’Ercole non potevano più andare avanti e allora si sono spostati su in un altro terreno, sempre a Certaldo, non troppo distante dalla strada regionale 429. Ora la produzione è ripartita ma i danni restano. E hanno anche un costo. Più di 30. 000 euro.

«È questa la cifra che abbiamo perso a causa degli ungulati – continua ancora Johnny, e nonostante le perizie e le richieste di risarcimento, non abbiamo visto ancora un soldo. Come possiamo andare avanti in questo modo? Le istituzioni devono starci vicino e aiutarci, non possono dimenticarsi di noi in questo modo. Se continua così non so quanto potremo andare avanti».In consiglio regionale è arrivata un’interrogazione di Forza Italia, proprio per chiedere un intervento volto a chiedere un aiuto economico di chi si trova in queste situazioni drammatiche. Proprio per portare alla ribalta le problematiche degli agricoltori toscani è nato il movimento “L’unione fa la forza” che presto diventerà anche un’associazione. Questo gruppo di contadini toscani e della quale fanno parte anche alcuni coltivatori che hanno la loro attività nell’Empolese Valdelsa, martedì andrà a Roma, al ministero dell’Agricoltura per un incontro con il nuovo ministro Gianmarco Centinaio. Nella speranza che possano arrivare leggi e provvedimenti per poter salvare una categoria in difficoltà e che senza dterminate tutele rischia di ridursi notevolmente.

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