Toscana
Sfrattata da cinghiali e caprioli, azienda costretta a traslocare
Certaldo, un imprenditore ha dovuto cercare un altro appezzamento di terra perché aveva perso l'80 per cento della produzione
CERTALDO. Si sono mangiati tutto, non avevano lasciato più niente».Lo racconta con un mix incredulità e rabbia Johnny D’Ercole. Racconta di come i cinghiali nel giro di qualche mese hanno divorato le sue coltivazioni di legumi e ortaggi, costringendolo a lasciare i suoi campi e a emigrare su un altro terreno. Eppure non è il solo, perché come lui ci sono tanti coltivatori dell’Empolese Valdelsa che vivono questa situazione.Che convivono, si fa per dire, con cinghiali e caprioli, aumentati a vista d’occhio e sempre più bisognosi di cibo. Ma ora i coltivatori sono pronti ad arrivare, assieme ad altri colleghi toscani, a Roma, dal ministro centinaio. Perché il problema degli ungulati ha raggiunto dimensioni inimmaginabili. Johnny lo sa bene, ma pensava che con quei simpatici animali avrebbe potuto convivere.
E invece no. Fino al 2015 faceva il dipendente in un’azienda poi ha deciso di tornare alle origini e insieme al padre aprire un’azienda agricola. A 30 anni ha messo su una start up e ha iniziato a coltivare in un terreno, facente parte di un’azienda faunistico-venatoria nella zona di Megognano. Legumi e ortaggi da vendere poi nei mercatini della zona. Una buona produzione, ottimi affari, che però sono durati poco.
Già perché i cinghiali hanno trovato nelle sue coltivazioni un ristorante a cinque stelle. «In una primavera si sono mangiati tutto, non era rimasto praticamente niente. In più ci si è messa anche la siccità, la scorsa estate a complicare le cose. Abbiamo perso oltre l’80% del raccolto della passata stagione e così siamo stati costretti a trasferirci». In quel modo i D’Ercole non potevano più andare avanti e allora si sono spostati su in un altro terreno, sempre a Certaldo, non troppo distante dalla strada regionale 429. Ora la produzione è ripartita ma i danni restano. E hanno anche un costo. Più di 30. 000 euro.
«È questa la cifra che abbiamo perso a causa degli ungulati – continua ancora Johnny, e nonostante le perizie e le richieste di risarcimento, non abbiamo visto ancora un soldo. Come possiamo andare avanti in questo modo? Le istituzioni devono starci vicino e aiutarci, non possono dimenticarsi di noi in questo modo. Se continua così non so quanto potremo andare avanti».In consiglio regionale è arrivata un’interrogazione di Forza Italia, proprio per chiedere un intervento volto a chiedere un aiuto economico di chi si trova in queste situazioni drammatiche. Proprio per portare alla ribalta le problematiche degli agricoltori toscani è nato il movimento “L’unione fa la forza” che presto diventerà anche un’associazione. Questo gruppo di contadini toscani e della quale fanno parte anche alcuni coltivatori che hanno la loro attività nell’Empolese Valdelsa, martedì andrà a Roma, al ministero dell’Agricoltura per un incontro con il nuovo ministro Gianmarco Centinaio. Nella speranza che possano arrivare leggi e provvedimenti per poter salvare una categoria in difficoltà e che senza dterminate tutele rischia di ridursi notevolmente.
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