Italia
Un “Turbine” da Empoli va alla conquista di piazza del Campo
EMPOLI Il suo sogno, sicuramente, è quello di essere veramente un “Turbine” su piazza del Campo. Elias Mannucci, ribattezzato appunto Turbine al suo debutto in piazza del Campo coi colori del...
EMPOLI
Il suo sogno, sicuramente, è quello di essere veramente un “Turbine” su piazza del Campo. Elias Mannucci, ribattezzato appunto Turbine al suo debutto in piazza del Campo coi colori del Leocorno, domani correrà il suo quarto Palio in piazza. E non lo farà più da “comparsa”, visto che lo scorso 16 agosto ha addirittura rischiato di vincere, indossando i colori della Chiocciola e montando Solu Tue Due.
Sembra passata una vita da quando questo ragazzo, nato a San Miniato ma cresciuto alla Coltellina di Martignana, ha deciso che la sua vita avrebbe ruotato attorno ai cavalli, in questo caso da Palio.
Dalla sua ha sicuramente la carta d’identità: non ha ancora 27 anni e alla sua età nè Luigi Bruschelli detto “Trecciolino” nè Andrea Mari detto “Brio” avevano ancora vinto il loro primo Palio. Escludendo la precocità di Giovanni Atzeni, vincitore nel 2007 a 22 anni, è attorno ai 28-30 anni che si vede se un fantino diventa un “fantino da piazza”. E Mannucci, che indosserà domani il pesante giubbino della Chiocciola, non è uno che si tira indietro.
Manca poco che lo scorso anno non gioca uno scherzo a Carlo Sanna, che poi vincerà il Palio nell’Onda con Porto Alabe. A dimostrazione della “pericolosità” di Mannucci nella conchiglia di piazza del Campo, la contrada rivale (la Tartuca) si è affidata ad un fantino molto bravo a correre in difesa: Andrea Chessa detto “Nappa II”, a cavallo di Rombo de Sedini. Elias ha sempre avuto chiaro il suo sogno: Turbine sui cavalli c’è praticamente nato e i suoi genitori si sono conosciuti mentre il padre era a cavallo. Dopo aver concluso le scuole superiori, ha comunicato alla famiglia che avrebbe fatto il fantino: è andato da Mario Savelli, lo storico barbaresco della Torre (personaggio conosciutissimo a Siena ndr), dove ha fatto lo stalliere ed il fantino. Si è, quindi, formato alla scuola del più esperto ed anziano barbaresco di Siena, uno che ha visto passare dalla stalla della sua contrada più o meno tutti i più grandi “soldati di ventura” che si danno battaglia sul tufo senese. Mannucci è l’unico empolese a “calcare” il tufo nell’era moderna, ma Empoli ha una lunga tradizione di fantini, anche vincenti. Luigi Menghetti, detto “Piaccina”, è il più famoso. Iniziò a correre non più giovanissimo, infatti aveva già compito 25 anni e, nel prosieguo della sua lunghissima carriera durata 44 anni, disputò 66 carriere, fino all’incredibile età di 69 anni, vincendone 8, sette delle quali dopo aver superato la soglia dei quarant’anni. Vale la pena ricordare che l'ultima vittoria la conseguì addirittura a 64 anni. Tutta una dinastia di Menghetti che si legò a vario titolo al mondo del Palio, donne comprese.
Domani sera Mannucci uscirà dall’entrone di palazzo comunale in groppa a Renalzos: dimenticherà tutto quello che è stato e proverà a conquistare una vittoria che nella Chiocciola aspettano dal lontano 1999. Vincere, quindi, vorrebbe dire fare la storia: quella di Turbine e quella della contrada. —
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